Il protagonista principale di” Contagion” , il film di Steven Soderbergh, presentato fuori concorso alla recente Mostra Cinematografica di Venezia, è un virus sconosciuto che si diffonde con velocità sconvolgente da un angolo all’altro del mondo; non fa scelte quando deve colpire, attacca indifferentemente persone giovani e no, sane o con qualche problema di salute. Il tempo di incubazione è molto breve, la comunità sanitaria mondiale non ne ha mai sentito parlare e quindi non c’è vaccino e il tempo per studiare e prepararlo è veramente poco.
A tutto questo si aggiunge la diffidenza: chi saranno i primi ad aver la disponibilità del vaccino che si sta ancora studiando e non c’è tempo di testare prima di somministrarlo alle popolazioni? Parte una corsa contro il tempo fatta di ricatti, accuse, false informazioni; si rapisce una dottoressa, inviata in Cina per studiare i focolai di infezione, per ottenere la sicurezza di avere il vaccino.
In sala stampa qualcuno chiede a regista e attori se, dopo il film, hanno continuato a stringere le mani ad amici e sconosciuti senza problemi. Qualcuno ride fra i giornalisti, qualcuno sorride ma a denti stretti: un fatto è innegabile . Il “morbo” che nel film si diffonde per contatto innesta subito una spirale di coinvolgimento dello spettatore che ben presto si sente in pericolo e, per alcuni giorni, quando in sala si sentiva tossire o starnutire (e l’aria condizionata in sala ha fatto molte vittime) c’era negli spettatori un momento di disattenzione…lo sguardo andava a cercare il responsabile… evitato accuratamente all’uscita.
Da Taiwan a Cicago, da Hong Hong a San Francisco il morbo si diffonde, c’è anche una storia di corna, ma, afferma una delle interpreti, “ se si dovesse morire per un tradimento, su questa terra resterebbero veramente poche persone…in Italia poi…”. Bene incassiamo anche questa!
Un cast ad alto livello Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Lawrence Fishburne, affianca il virus letale coinvolgendo il pubblico in una continua identificazione con i protagonisti sullo schermo.
Un bel film quello di Soderbergh, attualmente nelle nostre sale. La visione però è da sconsigliare a spettatori ipocondriaci o facilmente suggestionabili.
Maria Rita Monaco

dipende da come ti senti. Vai
che faccio prof. ? lo guardo?