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Consolidare il cessate il fuoco e’ l’ imperativo morale di tutti

Dalla mezzanotte di ieri sono in vigore accordi di cessate il fuoco su tutti e tre i fronti di guerra in Medioriente: all’ Iran e Gaza si e’ aggiunto il Libano anche se per soli dieci giorni. A questo punto Trump o.non Trump per tutti l’ imperativo e’ consolidare questa breve e fragilissima fase di tregua. Si tratta, per usare, una formula americana, di utilizzare tutti gli strumenti che la “multitrack diplomacy” mette a disposizione in questi giorni di emergenza. Il blocco navale imposto dalla US Navy alle navi e ai porti iraniani – per quanto costituisca una preziosa arma negoziale – e’ destinato a creare grandi difficolta’ alle condizioni di vita del popolo iraniano. Occorre pertanto predisporre aiuti per i cittadini iraniani e tutti, Italia compresa dovranno fare la loro parte sul.piano umanitario.

di Marco Mayer | 18 Aprile 2026

Dalla mezzanotte di ieri sono in vigore accordi di cessate il fuoco su tutti e tre i fronti di guerra in Medioriente: all’ Iran e  Gaza si e’ aggiunto  il  Libano anche se  per soli dieci giorni. A questo punto Trump o.non Trump per tutti  l’ imperativo e’ consolidare questa breve e fragilissima fase di tregua. Si tratta, per usare, una formula americana,  di utilizzare tutti gli strumenti che la “multitrack diplomacy” mette a disposizione in questi giorni  di emergenza.  Il blocco navale imposto dalla US Navy  alle navi e ai porti iraniani – per quanto costituisca una preziosa arma negoziale – e’ destinato a creare grandi difficolta’ alle condizioni di vita del popolo iraniano.  Occorre pertanto predisporre aiuti per i cittadini iraniani e tutti, Italia compresa dovranno fare la loro  parte sul.piano umanitario.  E nom basta. Prima o poi per l’ Iran servira’ un vero e proprio piano Marshall dopo quasi 50 anni di crudele teocrazia.  L’ Europa, inoltre,  deve dare un segnale concreto sul piano politico   ai paesi,  Pakistan e Arabia Saudita in primis, che si sono positivamente   impegnati nei  negoziati e nel processo di mediazione. Ma  mentre si sviluppa il confronto sul nucleare e sulla produzione di  missili e droni non si possono  ripetere gli errori degli accordi di  Abramo prima del 7 ottobre. Occorre molta attenzione su cosa accade   sul terreno. Inutile illudersi; la  presenza dei miliziani armati di Hezbollah e di Hamas e’ una minaccia persistente che rischia di far dirottare  qialsiasi  percorso di pace. In questa situazione non si puo’ chiedere solo all’ esercito libanese di farsi carico del disarmo di Hezbollah. Servono come ha piu’ volte sostenuto il Ministro Guido Crosetto missioni internazionali con regole di ingaggio veramente incisive  completamente diverse da quelle di  UNIFIL. Mi viene   in mente, a questo proposito l’ ottima esperienza maturata da  carabinieri del MSU nel contrasto al traffico di armi e al disarmo dei guerriglieri  nei Balcani. Si tratta di azioni importanti ed utili che possono ridare credibilita’ alla comunita’ internazionale. Tuttavia last but not least la cosa piu’ rilevante di tutte e’ tagliare il cordone ombelicale che lega da sempre il regime iraniano a Hezbollah e ad Hamas. Su questo punto chi tratta con Teheran non deve dare segni di cedimento. L’ annientamento di Israele deve uscire per sempre dall’ agenda dell’ Iran e dei suoi proxi, e’ l’ unico modo di realizzare con il progetto dei due stati una pace duratura.

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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