Si avvicina l’inizio della campagna elettorale sui referendum per abrogare la legge sulla fecondazione medicalmente assistita ed anche in Provincia qualcosa si è mosso. In seno al Consiglio Provinciale si è infatti costituito il “Comitato per i 4 SI” di cui, per ora, fanno parte 11 consiglieri: i gruppi al completo dei Verdi, di Rifondazione Comunista e dei Comunisti italiani, quattro Ds ed un consigliere del gruppo Forza Italia, quest’ultimo promotore del Comitato. Gli obbiettivi costitutivi sono semplici: informazione sui temi dei quesiti referendari e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Probabilmente il Comitato darà vita anche ad un paio di incontri con la cittadinanza, qualche volantinaggio e un evento di fine campagna. Da parte sua, la cosiddetta area laica della Casa delle Libertà per ora dorme sonni tranquilli ed il resto del centrodestra a giugno sembra intenzionato ad andare al mare, insieme alla Margherita e a qualche spezzone di area Ds. Seppur nulla di strabiliante sia apparso sotto il sole, la novità di questo Comitato apre però una preziosa pagina di lotta politica nell’incerto panorama politico fiorentino, utile non solo per combattere l’astensionismo, il vero pericolo per i quattro referendum del 12 e 13 giugno, ma anche per riflettere sul futuro dei posizionamenti politici delle due coalizioni, sui loro limiti e sulle loro debolezze. In fondo, è proprio questa la grande scommessa politica del voto referendario. Suscitare uno scatto d’orgoglio che permetta di superare le valutazioni di ordine pragmatico che han sin qui ispirato la timidezza dei laici del centrodestra, puntando sulla loro capacità di intravedere con gli omologhi del centrosinistra un concreto sincretismo tra liberisti e libertari. Nessuno degli schieramenti in cui si articola il bipolarismo italiano, infatti, è finora riuscito ad elaborare una cultura politica basata su una visione della libertà come responsabilità. Nel campo del centrodestra, la natura culturale, assai prima che politica, dell’operazione che ha dato vita alla CdL è di tutta evidenza ben marcata. L’idea di libertà che la CdL ha proposto agli italiani è quella della libertà di scelta, tra prodotti del mercato, tra sistemi scolastici e tra programmi politici, una concezione certo moderna della libertà ma non liberale (senso del limite) né libertaria (contestazione del principio di autorità). Sull’altro versante, il centrosinistra si offre come latore di un principio di responsabilità che resta però pencolante proprio per il mancato riferimento ad una idea di libertà che sia chiara sintesi delle diversissime culture che lo compongono. Ed è proprio nella complementarietà dei limiti espressi dai due schieramenti che si apre lo spazio per una convergenza costruttiva tra progressisti e conservatori, centrata sull’esaltazione delle ragioni dell’individuo e sulla difesa delle ragioni della laicità, contrastando il cosiddetto “bipolarismo etico” che promana dai cattolici di entrambi gli schieramenti, e favorendo la creazione di uno spazio, sociale e culturale, che consenta l’affermarsi di un diverso modello di rapporto religione-società all’insegna della mediazione e del pluralismo. Perché, se la sperimentazione di un dialogo fecondo sul terreno etico-politico tra laici e cattolici resta la via maestra per fermare ed invertire la spinta divergente delle opposte derive identitarie, questo tentativo non può prescindere dalla produzione di una società compiutamente pluralista, che possa rivendicare a sé ed in sé un rinnovato spazio di mediazione. Uno spazio di mediazione non subìta e nemmeno incastrata nel dualismo del male minore e del bene possibile, o imprigionata nella trappola del bipolarismo etico, bensì una mediazione attiva, percepibile e riconoscibile come ricerca della via di mezzo, dove la libera e responsabile creatività laicale permetta davvero allo spirito di soffiare dove vuole. Questo perché il vero tradimento, anche per chi crede nei valori cristiani, è, se mai, l’obbedienza passiva.
Massimo Lensi L’Opinione
Consiglieri referendari, il Comitato per i 4 SI.
Massimo Lensi

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