Luciano Belli Paci, Circolo Rosselli: in nessun posto al mondo esistono partiti che si fanno eleggere i dirigenti con le “primarie”, cioè dai passanti.

È lapalissiano che se fai una cosa del genere, il partito si condanna alla subalternità, diventa eterodiretto, completamente succube dei media (ergo dei padroni dei media). Se poi sei un partito che, di suo, è programmaticamente privo di identità e si muove da tempo come nave senza nocchiero in gran tempesta, la subalternità diviene vocazione: non solo sei subalterno, ma sei pure contento di esserlo e ripeti garrulo che <il ‘900 è finito!>. Il minimo che possa capitare ad un partito così è di avere Matteo Renzi come segretario. Il quale, almeno, ha un programma chiaro, di cinque lettere: R e n z i. Dopo di lui, continuando così, si passerà direttamente agli imbonitori delle televendite. Incidentalmente, se davvero Sel pensa al “tanto peggio tanto meglio” secondo me si illude. Il Pd ha conservato del Pci l’unica cosa che avrebbe fatto meglio a perdere: l’attaccamento un po’ militare e un po’ opportunistico alla ditta. Ed è in grado di sopportare di tutto senza rompersi, come si è visto. Può darsi che perda altri elettori, che però ormai escono avendo assorbito il verbo nuovista, per cui se ne vanno nell’astensione o col Grillo di turno, non verso Sel.

certamente per tutti coloro che mi conoscono potranno convenire sul fatto che mi ritenga democratico, sicuramente riformista , appartenente da sempre alla parte più riformista dei cattolici democratici ma certamente non schiettamente di sinistra e tantomeno di sinistra diciamo istituzionale però devo dire che è la prima analisi riguardante il partito democratico che mi convince pienamente.
Beh!!!! cari amici e compagni vi rendete conto da chi dobbiamo farci dire come stanno le cose????
Comunque un sincero grazie al compagno Belli Paci per la corretta analisi presentata
Luciano Niccolai