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CONFINDUSTRIA CAMBIA CAVALLO

Il risentimento si fonda su varie “inadempienze” imputate al presidente del consiglio per la cui vittoria Montezemolo e la maggior parte dei vertici confindustriali si erano battuti.

di Redazione Pensalibero.it | 19 Dicembre 2006

Confindustria ha rotto ogni indugio: non ne può più di Prodi e del suo governo. Non si spiega altrimenti l’attacco netto alla Finanziaria nel momento stesso in cui essa è approdata alla Camera per la terza lettura, dopo le modifiche apportate dal Senato (in realtà dal governo stesso, tramite il maxiemendamento e la questione di fiducia che ha costretto i senatori a votare a scatola chiusa, senza nemmeno conoscerne il testo).
Secondo le analisi del loro Ufficio Studi –hanno reso noto gli industriali- la crescita del PIL subirà un freno dello 0,3% per effetto della Finanziaria. E se qualcuno non avesse ben capito, il presidente Montezemolo ha aggiunto un commento dal sapore inequivocabile: “non siamo né alla fase uno né a quella due, ma siamo alla fase zero.”
Sia giusto o meno il commento del ministro Padoa Schioppa “Confindustria agisce come un partito”, poco cambia.
La più importante organizzazione imprenditoriale ha bocciato ufficialmente l’operato del governo. Ed è facile prevedere che non vorrà restare estranea alle manovre in corso per sostituirlo che coinvolgono non solo i partiti ma anche gli ambienti economici che hanno appoggiato la campagna elettorale del centro-sinistra.
Il risentimento si fonda su varie “inadempienze” imputate al presidente del consiglio per la cui vittoria Montezemolo e la maggior parte dei vertici confindustriali si erano battuti.
Innanzitutto, le scorrerie compiute da Prodi nel campo bancario e della finanza a favore sempre e soltanto di uomini suoi. Un atteggiamento che è anche alla base degli errori della sua Finanziaria. Avere prelevato dalle tasche degli italiani quasi il triplo di quanto necessario a rispettare i parametri di Mastricht, non è cosa che poteva essere gradita da quegli imprenditori che puntano sulla espansione dei consumi.
Non per niente D’Alema è corso ai ripari con la Fondazione Italiani- Europei che aveva chiamato a raccolta molti rappresentanti del mondo imprenditoriale, scontenti, al pari del presidente dei DS, del “movimentiamo” prodiano in campo economico.
Nella partita che si è aperta, questi ultimi dovrebbero saldarsi con Montezemolo ed appoggiare il formarsi di un nuovo governo, possibilmente basato su una maggioranza più ampia, non condizionata da Bertinotti e Diliberto.
Resta l’incognita Debenedetti e del suo potente gruppo editoriale. L’ingegnere punta su Veltroni e Rutelli come ha detto in passato. Ma il suo istinto di raider, lo porterà a tenersi aperte tutte le porte facendo poi fruttare al massimo il suo peso non indifferente.
Senza esclure l’eventualità che, ancora una volta riesca a spuntarla Prodi facendo leva sulle divisioni degli alleati.

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. candido

    20 Dicembre 2006 alle 10:52

    da buon provinciale della politica, sono meravigliato che proprio il presidente di confindustria che assieme ai sindacati e sinistre assortite, ha contribuito alla vittoria di questo governo dei 101, si esprima oggi in
    questo modo. un pò come i rettori delle
    università italiane. signori questo è solo lo
    aperitivo. il resto ai posteri…

    Rispondi
  2. Maurizio EBANO

    20 Dicembre 2006 alle 10:20

    Montezemolo è Razza Agnelli, non per nulla alla morte dell’Avvocato hanno eletto Lui come mediatore di famiglia. La Razza Agnelli si distingue per aver cavalcato tutte le onde, da Giolitti a Mussolini, da Andreotti a Berlinguer hanno sempre cercato appoggi politici e si sono divisi politicamente pur di fare i propri interessi e quelli di Medio Banca. Ci siamo dimenticati gli anni in cui uno della famiglia era Senatore della DC e l’altra era Senatrice del PRI. Pertanto attenzione quando “Il Sole 24 Ore” o la FIAT e i suoi massimi esponenti si spostano vuol dire che stanno tramando qualcosa alle spalle delle piccole imprese, artigiani, commercianti e ovviamente i “Suoi Lavoratori” parlo quelli del Gruppo FIAT e dintorni. Pertanto non mi meraviglio e sto pensando cosa stanno escogitando o cosa è saltato economicamente di ccordo tra D’Alema e Montezemolo tra marzo e dicembre 2006.

    Rispondi
  3. sergio dubini

    20 Dicembre 2006 alle 09:46

    Montezemolo lo ha già fatto più volte, in questo inizio di legislatura e prima delle elezioni, è un cavallerizzo abile e poco affidabile per chi volesse accoglierlo tra le proprie file. do ut des! Tu dai qualcosa a me ed io do qualcosa a te.
    Saluti cari ed auguri. Sergio Dubini

    Rispondi
  4. malabrocca

    20 Dicembre 2006 alle 09:32

    E’ un poco come per i giornalisti, predicano riforme strutturali come pensioni, mobilità e precarietà, contratti di lavoro contenuti ecc., per tutti, quando tocca a loro, apriti cielo.Confindustria, giustamente, è un sindacato e come tutti i sindacati è strabica nella visione del mondo, a favore degli iscritti e per mantenersi gli iscritti. Non si capisce perché quando si pensa che siano i sindacati dei lavoratori ad influenzare i governi, “tutti” si scandalizzano, quando invece è il sindacato dei “padroni” è cosa buona ed auspicabile. Strabismo congenito. In confindustria non è stato così scontato l’appoggio a prodi, ricordiamo tutti la sceneggiata di Berlusconi che guarisce in diretta dal “colpo della strega” e le contestazioni a i vertici dell’organizzazione. Oggi a cose fatte,incassato tutto ciò che si poteva incassare, è chiaro che Montezemolo debba tentare di ricucire al suo interno lo strappo con dichiarazioni e comportamenti ,per il suo “pubblico, accattivanti; da qui a dire che ha cambiato idea ….
    Intanto la barca va ! Il PIL, il fatturato, le ordinazioni e tutti gli indicatori economici, oggi, non domani, danno cifre in impennata come da “millenni” non si riscontrava, Questo è un fatto, non un opinione.

    Rispondi
  5. michele

    19 Dicembre 2006 alle 21:58

    Intanto gli imprenditori hanno incassato il 3% di sconto sulle retribuzioni che i lavoratori non si troveranno sulle pensioni per cui dovranno aumentare l’età pensionabile. Considerato il monte retribuzione italiano mi pare un regalino di una trentina di miliardi di euro all’anno (sottratti all’NPS) E NON MI PARE POCO. Poi hanno avuto una quindicina di miliardi “destinati allo sviluppo” che è la classica letterina a Babbo Natale nel senso”ora incasso poi si vedrà magari assumo un pò di giovani con la legge Biagi tanto per far vedere che mi impegno”. Per carità è il lavoro di Confindustria cercare di avere quanto più possibile per i loro iscritti ma non venissero a fare il pianto greco che ormai ci credono in pochi!

    Rispondi

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