
L’idea di un nuovo condono edilizio per fare cassa, ovviamente -si dice- riservato ai piccoli abusi, poteva venire in mente solo a Salvini che ne ha parlato all’assemblea di Confedilizia.
Poi è intervenuto anche Tajani, confermando che se ne sta discutendo e che Forza Italia non sarebbe contraria purché si tratti di piccole irregolarità.
Manca solo che si pronunci a favore anche Fratelli d’Italia e la cosa a questo punto è fatta.
Il livello di miseria del nostro Paese è tale che lo Stato per ottenere risorse si dichiara disposto a concedere ai cittadini, in cambio di soldi, un permesso per sanare “abusi edilizi, architettonici e urbanistici”.
Quanto dovranno essere piccoli è poi una questione di misure; e il metro dei condoni è sempre stato piuttosto largo.
Eppure, ogni volta che c’è un’alluvione o una frana o un disastro naturale, l’abusivismo finisce sempre sul banco degli imputati come responsabile di tanti danni che potevano essere evitati.
Ma subito dopo si dimentica tutto e in cambio di una manciata di soldi il governo è disposto a chiudere un occhio, lanciando un messaggio devastante: le regole ci sono ma è inutile rispettarle, sono solo un pro forma; infatti, si può fare quasi tutto a proprio piacimento perché tanto prima o poi arriva un condono.
Purtroppo chi pensa così finora ha sempre avuto ragione.
Uno scandalo di cui la classe politica porta la piena responsabilità.
Enrico Rossi

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