Sono appena tornato dal Concerto per il Bicentenario Garibaldino organizzato dal Grande Oriente d’Italia, che si è tenuto al Palace Hotel Moderno di Pordenone quest’oggi 15 dicembre alle ore 17.30.
Debbo dire che sono rimasto totalmente inebriato dalla musica di Emanuela Battigelli, arpista diplomatasi con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Tomadini” di Udine nonché presso la “Tel Aviv University” e che ha collaborato, fra le altre, con l’Orchestra Nazionale della Rai Tv.
Ora, debbo confessare che l’arpa è lo strumento che preferisco ascoltare di più e quello di oggi è stato per me un vero e proprio invito a nozze.
L’arpa è, secondo me, l’unico strumento che, ascoltato, può trascinarti in altri “mondi ed universi”, nel quale puoi “immergerti” totalmente e lasciarti cullare per poi risvegliarti a nuova Vita.
Avrei ascoltato il suo recital (con musiche di Z. Kodaly, J. Freidlin, P. Ben Haim, L. Schidlowsky, G. Faurè, E. Parish Alvars e G. F. Haendel), per ore e ore. Forse anche per tutta la notte e l’indomani mattina.
Emanuela infatti ci ha proposto, come da lei preannunciato prima dell’esecuzione, un vero e proprio “viaggio iniziatico” all’interno del Tempio Interiore di ciascuno che, come sappiamo, è il fulcro dell’esoterismo massonico.
Una vera e propria immersione, quindi, nella dimensione spirituale del Vero, del Buono e del Bello. Come bella era ed è lei, Emanuela, longilinea e sognante musicista dai tratti somatici quasi settecenteschi, la cui solarità ha fatto davvero concorrenza alla sua musica.
Il 2007 sta per concludersi e tutti noi abbiamo celebrato il Bicentenario della nascita dell’Eroe patrio per il quale proviamo un affetto infinito.
Tralasciamo le polemiche futili e sterili che hanno accompagnato il Nostro e ricordiamolo sempre per quel che era realmente: un paladino per la libertà e l’emancipazione del suo popolo e delle classi lavoratrici ed oppresse; un socialista e repubblicano appassionato senza partito né dogmi; un Gran Maestro di e d’Umanità che lavorò per il bene ed il progresso civile e democratico delle generazioni future. Ovvero, di chi, come noi, non smetterà mai di seguire il suo esempio e lo tramanderà di generazione in generazione.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

“….Tralasciamo le polemiche futili e sterili che hanno accompagnato il Nostro…”,meglio dimenticare quella che era la dimensione civile e progressista del Regno Borbonico, distrutto ed annesso da Garibaldi e Cavour ( e con gli ottimi risultati odierni ), e anneghiamo il pensiero nella musica….Mi viene in mente una canzoncina alla garibaldina: “lei suona l’arpa e lui la tromba…”
honni soit qui mal y pense. !