Solo una domanda per porre senza infingimenti, in forma netta e semplice, un problema che non potrà essere a lungo eluso dal “popolo di Bertinoro” e dai partiti e movimenti che si apprestano a dare vita alla Costituente laica, liberale e socialista.
Possiamo governare assieme a questo PRC e questo PdCI che stanno al governo e contemporaneamente in piazza, che ostacolano con il loro atteggiamento di conservazione ogni seria ed efficace azione riformatrice, che hanno perso ogni contatto con una società troppo modificata per rientrare nei loro antiquati schemi ideologici?
La farsa di Piazza del Popolo durante la visita del presidente Usa è emblematica delle conseguenze devastanti per il centro-sinistra provocate da questi alleati.
Esistono dei valori e delle scelte sulle quali per un partito laico e liberalsocialista non sono possibili rinunce o mediazioni. Per quanto riguarda la politica estera l’amicizia con gli Stati Uniti e la solidarietà euroatalantica fanno parte di questi valori irrinunciabili e non mediabili.
Parlando a Bertinoro a nome del Polo Laico Liberale e Socialista, avevo citato l’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder che non aveva esitato a mettere alla porta l’estremista Oskar Lafontaine ritenendolo incompatibile con una moderna azione riformatrice; ed avevo concluso affermando che la politica delle alleanze è importante, ma ci sono momenti nei quali occorre avere il coraggio di vincere o perdere affidandosi per intero alle proprie idee.
Oggi è uno di quei momenti. E persino il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ed il ministro degli esteri Massimo D’Alema affermano che “il ciclo dei partiti di lotta e di governo è finito, la gente non li capisce, non li apprezza più”.
Il nuovo soggetto Liberalsocialista, se vorrà vedere la luce, dovrà nei prossimi messi affrontare una serie di passaggi per definire principi e programmi che possano delineare la sua identità.
Ma questa identità sarà più marcata e riconoscibile dall’opinione pubblica se le proposte ed i principi che andremo a delineare saranno coerenti con i comportamenti.
Affermare con nettezza che non possiamo stare al governo assieme ai partiti che vorrebbero mettere in discussione l’amicizia con la più grande democrazia del mondo aiuterebbe molto a capire cosa intendiamo con le tavole che andremo a scrivere.
Nicola Cariglia

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