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Comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei sei giorni

di Valentino Baldacci | 19 Aprile 2015

“1967 Comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei sei giorni. La costruzione dell’immagine dello Stato d’Israele nella Sinistra italiana” (Aska Edizioni, Firenze, 2014). E’ il libro di Valentino Baldacci che sarà presentato a Firenze il 22 aprile alle 17.00 (Sala Servi, Comunità Ebraica Via Luigi Carlo Farini 4). Presenteranno il volume: Gigliola Mariani dell’ Università di Firenze, Guri Schwartz, dell’Università di Pisa, EdoardoTabasso, Sociologo. Coordinatore: Enrico Fink. Su quel momento storico, che in Italia segnò una delle punte di maggiore polemica tra socialisti (allora in un unico partito, PSI-PSDI Unificati) e comunisti, Pensalibero ha chiesto all’autore un breve commento.

Baldacci apr 2015 6-737047L’immagine dello Stato d’Israele presente da decenni nella sinistra italiana (e non solo in quella più estrema) – cioè quella di uno Stato aggressivo, espansionista, militarista, violento, razzista, con tratti assimilabili a quelli del nazismo, che comunque pratica la discriminazione e l’apartheid nei confronti degli arabi (questi i termini usati allora dall’«Unità») – fu costruita dal PCI e dalla sua stampa in occasione della guerra dei Sei giorni del giugno 1967, in uno scontro politico con il Partito socialista (che in quel momento vedeva il PSI e il PSDI unificati), che allora difese strenuamente il diritto di Israele ad esistere e a vivere in pace. Il PCI attaccò con violenza lo Stato d’Israele a causa della sua stretta dipendenza dall’Unione Sovietica ma anche in base ad un’interpretazione ideologica che riteneva che i paesi arabi – in particolare Siria, Egitto ed Algeria – stessero costruendo società socialiste, un socialismo che teneva conto delle specificità delle società islamiche ma pur sempre una forma di socialismo. I dirigenti del PCI non si rendevano conto che non di socialismo si trattava ma di nazionalsocialismo, come era, in particolare, quello del partito Baath, tuttora al potere nella Siria di Assad.

Si trattò di uno scontro politico ma anche mediatico, nel quale ebbe un’importanza decisiva il linguaggio usato dai dirigenti e dai giornalisti comunisti, un linguaggio violento e ripetitivo, spesso basato sulla menzogna. I socialisti non furono in grado di contrapporre a polemisti come Giancarlo Pajetta, Antonello Trombadori, Maurizio Ferrara, Ennio Polito, figure capaci di altrettanta vis polemica: l’unica eccezione fu costituita da Aldo Garosci, che fra l’altro aveva avuto una storia politica e culturale lontana da quella socialista.

Paradossalmente il testo più significativo che mise in evidenza in maniera particolarmente efficace l’errore compito dal PCI nel sostenere i paesi arabi fu scritto sulla rivista «Nuovi Argomenti» da Pier Paolo Pasolini, di cui era nota la vicinanza al Partito comunista:

«In questi giorni, leggendo l’”Unità”, ho provato lo stesso dolore che si prova leggendo il più bugiardo giornale borghese. Possibile che i comunisti abbiano potuto fare una scelta così netta? Non era questa, finalmente, l’occasione giusta per loro di “scegliere con dubbio” che è la sola umana di tutte le scelte? Il lettore dell’”Unità” non ne sarebbe cresciuto? Non avrebbe finalmente pensato – ed è il minimo che potesse fare – che nulla al mondo si può dividere in due? E che egli stesso è chiamato a decidere sulla propria opinione? E perché invece l’”Unità” ha condotto una vera e propria campagna per “creare” un’opinione? Forse perché Israele è uno Stato nato male? Ma quale Stato, ora libero e sovrano, non è nato male? E chi di noi, inoltre potrebbe garantire agli ebrei che in Occidente non ci sarà più alcun Hitler o che in America non ci saranno nuovi campi di concentramento per drogati, omosessuali e ebrei? O che gli ebrei potranno continuare a vivere in pace nei paesi arabi? Forse possono garantire questo il direttore dell’”Unità” o Antonello Trombadori o qualsiasi altro intellettuale comunista? Non è logico che, chi non può garantire questo, accetti, almeno in cuor suo, l’esperimento dello Stato d’Israele, riconoscendone la sovranità e la libertà? E che aiuto si dà al mondo arabo fingendo di ignorare la sua volontà di distruggere Israele? Cioè fingendo d ignorare la sua realtà?. L’unico modo per essere veramente amici dei popoli arabi in questo momento, non è forse aiutarli a capire la politica folle di Nasser, che non dico la storia, ma il più elementare senso comune ha già giudicato e condannato?». Sono parole che conservano ancora oggi la loro validità.

Pubblicato in : Primo piano

Info Valentino Baldacci

Valentino Baldacci ha insegnato nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Liberalismo e liberismo, liberalismo e borghesia nel pensiero di Piero Gobetti (1963); Estremismo e catastrofismo in Franco Rodano (1964); Il calcio come ideologia (1970, con Gerhard Vinnai); Pinocchio e la sua immagine (1981, con Andrea Rauch); L’”Encyclopédie” nella Toscana del ‘700: successi e fallimenti di progetti editoriali (1985); II 18 aprile 1948: la campagna di Toscana (1988); Filippo Stecchi. Un editore fiorentino del Settecento fra riformismo e rivoluzione (1989); II lampione e la lanterna: una chiacchiera sulla satira politica nella Toscana del Risorgimento (1993); La satira politica nella Toscana del Risorgimento – Periodici 1848/1860 (1993); Pietro Leopoldo, un grande riformatore (2000); Il sistema dei beni culturali in Italia – Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale (2004); Gli itinerari culturali – Progettazione e comunicazione (2006); Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana tra ‘800 e ‘900 (2008, con Zeffiro Ciuffoletti); La Toscana nell’età del Risorgimento (2010 – con Cosimo Ceccuti); Ernesto Nathan, Paolo Orano e l’antisemitismo in Italia (2012); Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza (2013); Tre diverse concezioni del patrimonio culturale (2014).

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Comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei sei giorni

di Redazione Pensalibero.it | 19 Aprile 2015

la Comunità Ebraica di Firenze e l’Associazione Amici di Israele della Toscana i n v i t a n o alla presentazione del libro di Valentino Baldacci “1967 Comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei sei giorni. La costruzione dell’immagine dello Stato d’Israele nella Sinistra italiana” (Aska Edizioni, Firenze, 2014).

La manifestazione si svolgerà a Firenze il 22 aprile 2015 ore 17.00 (Via Luigi Carlo Farini 4, Sala Servi, Comunità Ebraica di Firenze). Dopo i saluti presenteranno il volume: Gigliola Mariani dell’ Università di Firenze, Guri Schwartz, dell’Università di Pisa, EdoardoTabasso, Sociologo. Coordinatore: Enrico Fink.

Sarà presente l’autore

Pubblicato in : Cultura ed eventi

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