Alla luce della drammaticità dei conti in rosso denunciati sulla stampa – si tratta di un miliardo e mezzo di euro, per il comparto ferroviario e altrettanto grave è la situazione di Anas – e con il forte rischio di chiusura dei cantieri aperti e di blocco della circolazione, il governo nazionale dovrà rivedere l’ordine delle priorità. Di conseguenza questo compito toccherà anche alla Regione Toscana che dovrà battersi per impedire lo stop di alcune opere di grande importanza, come la Firenze – Bologna. Considerato quanto sta emergendo la Regione Toscana ha il compito di stare con i piedi per terra. Un miliardo di euro (duemila miliardi di vecchie lire, quanto il costo dell’autostrada Grosseto – Fano) per sette chilometri di sottoattraversamento, ci pare un affronto verso le reali necessità di sviluppo della mobilità regionale. Fanno bene le Ferrovie dello Stato a pensare a soluzioni alternative sia per il sistema metropolitano fiorentino che per l’alta velocità.
Le priorità del PdCI sono note. Sì al Polo tecnologico, come motore per la ricerca scientifica nel comparto ferroviario e lo sviluppo industriale, sì al riammodernamento delle linee ferroviarie regionali e all’acquisto di nuovi treni, sì all’agenzia per la sicurezza del trasporto ferroviario. Diamo precedenza al trasporto pubblico di massa, chiediamo investimenti per lo sviluppo del porto di Livorno e dell’industria collegata al traffico commerciale, portiamo avanti il corridoio tirrenico. Completiamo quanto prima la messa in sicurezza della Fi-Pi-Li che è un colabrodo. L’elenco potrebbe continuare.
A Prodi dobbiamo chiedere : di mandare a casa i vertici delle ferrovie e di Anas, responsabili insieme al governo di centrodestra della grave situazione attuale. Di mettere a punto un provvedimento urgente con l’attuazione dei fondi necessari per dare continuità ai cantieri già aperti. Di ridare alla Toscana l’agenzia per la sicurezza sul trasporto ferroviario, ultimo scippo di Lunari. Infine di farsi promotore di un radicale cambiamento di linea d’intervento, privilegiando il trasporto di massa, soprattutto nelle grandi aree urbane, e lo sviluppo dell’intermodalità per le merci attraverso il mare e le ferrovie.
Ribadiamo la volontà di discutere con le forze dell’Unione le opere davvero fondamentali per lo sviluppo della Toscana.
Eduardo Bruno
Consigliere regionale, responsabile nazionale trasporti PdCI
Firenze, 30 maggio 2006

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