Dopo il Congresso Radicale, Marco Pannella ha oscillato tra la voglia di disintegrare con le parole gli ignobili dissidenti e far calare sopra la cortina dell’oblio , tesi “tutto va bene , madam,a la Marchesa” . La linea ufficiale è stata, del tutto logicamente, la seconda , ma sui siti e sulle mail della galassia radicale il popolo di fedeli e quello degli eretici di turno si sono scatenati, individuando complotti , smascherando “grandi vecchi” , venduti , plagiati.
Riportiamo fior da fiore alcune di queste note , dandogli il valore che hanno , vale a dire di una piccola lente puntata su un piccolo gruppo coeso e motivato , in grado di smuovere le montagne , come nel caso della moratoria mondiale sulla pena di morte, e di affogare in un bicchier d’acqua, come tutte le volte che smette di essere in funzione “Nessuno tocchi Caino” , per lasciare il passo a “Nessuno tocchi Pannella”….
Lettera di Marco Pannella
Al Comitato Nazionale RI uscente ed entrante,
ai membri di Direzione,
ai Membri della Giunta
ai Deputati
e p.c. a Igor Boni, Valerio Federico e Franco D’Alfonso
Care e cari compagne e compagni,
oggi abbiamo ricevuto questo messaggio:
Caro Marco, cara Rita,
ritengo di fare cosa utile nel sottoporre alla vostra attenzione queste due dichiarazioni allegate di Franco D’Alfonso, che può essere considerato a pieno titolo l’artefice socialista dell’operazione “doppia tessera” condotta da Valerio Federico e Igor Boni. In particolare vi segnalo il testo diffuso da D’Alfonso alla vigilia del congresso (ma io ho potuto leggerlo solo al mio rientro) che getta una luce davvero illuminante sullo spirito e sugli scopi di questa iniziativa. Penso che sarebbe opportuno dare a questi testi la massima diffusione, specie fra i radicali, ma naturalmente lascio a voi ogni valutazione e le eventuali iniziative conseguenti. Se entrambi i testi fossero già di vostra conoscenza, vi prego di scusarmi per la perdita di tempo. (mail fimata)
aggiungo quest’altro messaggio che abbiamo ricevuto, ieri, sempre relativo all’attività politica del compagno D’Alfonso, alias Porto-Franco
un abbraccio
Marco
Caro Marco, ti inoltro quanto segue per conoscenza. Il commento sul congresso è a firma club Porto-Franco, il cui presidente è Franco D’Alfonso, partecipante alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa delle doppie tessere, tenutasi a
margine del congresso ieri mattina.
Questo è l’ultimo esempio, in ordine cronologico,della m… che viene continuamente propinata ai radicali piemontesi e milanesi e romagnoli e toscani e …(mail fimata)
ps: vi segnalo anche, per opportuna conoscenza la lettera di Nardi oggi pubblicata da Libero
La lettera di Francesco Nardi a “Libero”.
Su “Libero” del 2 novembre, in un articolo di Gianluca Roselli, è stata riportata la notizia della revoca del mandato di direttore politico della rivista “LibMagazine.eu” che ha recentemente
investito l’on. Daniele Capezzone. Confermo la veridicità della notizia e ringrazio Roselli per
l’attenzione. Tuttavia, nello stesso articolo la vicenda è descritta come “estromissione
radicale” e la rivista “LibMagazine.eu” è definita come “vicina all’area della Rosa nel pugno”. Questi dati sono inesatti: “LibMagazine.eu” è un settimanale di approfondimento politico e culturale che si rivolge, in autonomia politica, all’area liberale. Ci rammarica che la revoca del mandato di direttore politico a Daniele Capezzone possa esser tradotta come operazione
confondibile con la lunga querelle tra Daniele Capezzone ed i radicali italiani e gli ambienti prossimi alla Rosa nel pugno. La revoca del mandato al direttore politico si è concretizzata,
esclusivamente, nella frattura insanabile di rapporto intercorsa con la proprietà, la direzione editoriale e la redazione della rivista, a causa di una scarsa partecipazione del direttore
politico alle attività editoriali ed alla impossibilità manifesta di condividere ed a volte anche semplicemente decifrare la linea politica dell`on.Daniele Capezzone.
Francesco Nardi
Direttore di LibMagazine.eu
MAIL APPARENTEMENTE DI RISPOSTA
Caro marco,
ti riingrazio per l’invio della documentazione in oggetto .
Giusto per la cronaca , ti faccio notare che si tratta , nel caso di tutti gli allegati inviati, di documentazione rigorosamente pubblica, inviata via mail a qualche centinaio di compagni ( a titolo diverso) , ripresa da vari siti , fra i quali www.perlarosanelpugno.it , www.rosanelpugno.it , archiviostorico.pensalibero.it ed altri che non conosco.
Mi sfugge quindi il significato della solerzia dell’ignoto firmatario della mail che ha provocato questo vorticoso giro di mail : per fortuna, i nuovi mezzi di comunicazione sono decisamente più economici della vecchia spedizione di veline di regime o di antiregime che fossero, che dovevano pagare l’abbonamento postale !
Cordiali saluti
Franco D’Alfonso
Aprendo la posta elettronica tra i circa 250 messaggi ho trovato una lettera di Marco giunta alle ore 17:20 del 6.11.2007.
E’ sempre un piacere ricevere una lettera da Marco, anche se riporta anonimamente una “infame” non-soffiata. Per tutti noi, per Marco e per la “verità”, ritengo utile darle la massima diffusione, non essendoci nulla da nascondere – tanto meno da rivendicare – essendo tutto pubblicamente noto, come si evince dai riferimenti di Marco Pannella al congresso.
Con prudenza, faccio solo notare che gli allegati in oggetto sono presenti su vari siti RNP e sottolineo che la questione della doppia-tessera à stata oggetto persino di una conferenza stampa durante il congresso.
Evidentemente un sapiente lavoro di intellingence si è limitato a girare a Marco e a Rita (con affettuoso diabetico approccio) un inserimento nella mailing list piemontese delle ore 13:05 del 5.11.2007 da parte di Claudio Bellavita, consigliere di circoscrizione RNP (doppia tessera RI-SDI) e solitamente prodigo di contributi.
Suggerirei a tutti un po’ più di elasticità mentale. Rinforza lo spirito, alza il buon umore ed evita di fissarsi su questioni irrilevanti. Una tisana, poi, sarebbe eccellente.
s.viale.
PS: Marco perchè non ti iscrivi direttamente alle mailing list di “piemontesi, toscani, milanesi, emiliani …” evitando di passare per dei filtri inafami? Saresti ospite gradito ed apprezzato da tutti.
Di seguito troverete il testo della lettrera di Marco e i tre allegati (i riferimenti internet sono aggiunti da me, come pure il colore di un simpatico e confuso passaggio).
Dalla responsabilità individuale…
Caro Marco, care compagne, cari compagni
Uno dei motivi che mi lega al nostro partito è la visione di responsabilità che i radicali trasmettono da 50 anni: la responsabilità individuale, la tutela dell’individuo e delle sue scelte come elemento centrale dal quale partire per dar vita alla nostra proposta politica.
Marco, hai ritenuto di inoltrarci documenti slegati l’uno dall’altro, slegati perché gli autori sono diversi e quindi le responsabilità sono diverse. Il firmatario di questo minestrone di cui sarebbe opportuno conoscerne anche il cognome ha inserito (individuando evidentemente un ingrediente che amalgama il tutto) le vicende di Capezzone, le opinioni espresse pubblicamente dal compagno radicale e socialista D’Alfonso e un documento sottoscritto ad oggi da 60 compagni a sostegno di un’iniziativa di doppio tesseramento RI/PS che il 35,6% dei congressisti avrebbe voluto segnalata in mozione generale (con 7,7% di astenuti e il 56,7% che ha condiviso la tua posizione).
Il radicale e socialista D’Alfonso ha fatto la sua analisi; nello stesso forum molti altri, sottoscrittori e non del documento, hanno trasmesso le loro diverse valutazioni sugli esiti del Congresso radicale (se ritieni, Marco, le invio tutte, in allegato, ai dirigenti radicali, compresa la mia dove muovevo alcune critiche a D’Alfonso). Il punto politico è che ci sono decine di compagni che hanno fatto la scelta del doppio tesseramento RI/PS firmando un documento politico del quale si assumono la responsabilità. Compagni che non sono gli stessi della lista In nome della Rosa, che a loro volta non coincidono con quelli della “famosa” lettera che a loro volta non corrispondono ai sostenitori dell’incocludente e pluri-votato Capezzone e via dicendo. Per rispetto delle scelte e delle responsabilità di ognuno (rispetto che a Padova hai affermato di non avere per molti radicali) ti chiederei di restituire a ognuno la dignità delle proprie scelte collettivizzando le responsabilità con necessaria precisione. Non sarò mai un “moralizzatore” e rispetto perfino Capezzone e D’Alfonso.
Valerio Federico, firmatario della “famosa” lettera con una serie di distinguo scritti e già inviati a tutti voi, promotore dell’iniziativa Doppia Tessera In Nome della Rosa, candidato nella Lista In Nome della Rosa, primo firmatario della proposta di modifica statutaria sulle doppie cariche, più volte contrario alle mozioni capezzoniane, compagno e amico di Franco d’Alfonso e pronto, quando Marco me lo chiederà, a rispiegare tutti i motivi delle mie scelte
Cari amici e compagni,
dopo la decisione di Marco Pannella di diffondere ieri una serie di comunicazioni ricevute da varie parti, e a seguito delle successive repliche di Franco D’Alfonso e Valerio Federico, desidero innanzitutto precisare che l’autore della prima mail inviata a Marco e a Rita, e delle tre righe e mezzo che la accompagnano, sono io. (Marco ha ritenuto, immagino per correttezza, di non pubblicare il mio nome: lo ringrazio per questo, ma non ho alcuna difficoltà a palesarmi). Come ho scritto, solo dopo il congresso ho letto le dichiarazioni rese da D’Alfonso prima del Congresso, con le motivazioni che lo hanno spinto all’operazione “doppia tessera” . E’ ben vero – come sottolinea quest’ultimo – che tali dichiarazioni sono pubbliche e non segrete; resta il fatto che la quasi totalità dei Radicali, riuniti a congresso a Padova, non le conosceva. E’ per questa ragione che ho voluto suggerire a Marco e a Rita di darne la massima diffusione, come elemento di conoscenza e di chiarezza. Senza di che, è del tutto ovvio che il congresso abbia accolto i neo “doppi iscritti” come sempre con grande entusiasmo, e che sia rimasto in parte disorientato dal mancato riconoscimento nella mozione finale. E’ proprio alla luce delle motivazioni di D’Alfonso – rese esplicite fin da principio, ma non per questo note a tutti – che io penso si debba valutare l’intera vicenda. Sia chiaro: l’operazione “doppia tessera” è perfettamente legittima, da tutti i punti di vista. E’ il giudizio politico sui Radicali e su Pannella che io giudico non condivisibile, e anzi da respingere con molta fermezza. Questa distinzione al congresso non era chiara, forse oggi lo è un po’ di più. Tanto è vero che persino Valerio Federico – la cui ingenuità raggiunge in questa circostanza vette stratosferiche – si sente in dovere di “muovere alcune critiche a D’Alfonso” (parole sue). Chiunque può aderire ai Radicali e sarà sempre accolto calorosamente (lo stesso non si può dire – pare – dei Socialisti, ma questo non c’entra). Me se chi si iscrive motiva questa decisione con ben speficifi giudizi politici – quali che siano – non vedo come possa pretendere che i Radicali debbano necessariamente condividere queste critiche. Essere laici implica esprimere giudizi: anche sui comportamenti, sulla moralità e sulla “buona fede” degli altri, se del caso. Che il giudicare non spetti agli esseri umani appartiene alle culture che io definirei senz’altro “religiose”, ma qui mi fermo. Certo è estraneo alla mia mentalità. Fraterni saluti a tutti, nessuno escluso, vostro Alessandro Litta Modignani.
A parte la splendida figura dello scrupoloso delatore di ciò che era già pubblico. Il solerte coglione che si preoccupa di segnalare a Marco e Rita non documenti segreti del Kgb, ma interventi pubblici su un forum pubblico.
Peccato che Marco non ci renda pubblica anche la sua identità. Mica per altro, giusto per fargli i complimenti (sempre che poi esista davvero, questo “solerte delatore del pubblico”).
Detto questo, dai preziosi documenti recuperati dall’anonimo indagatore dell’ovvio si evince che a Franco D’Alfonso non sta simpatico Pannella.
Onestamente avevamo già qualche sospetto al riguardo.
Detto anche questo mi pare che al massimo lo si possa considerar peccato, non certo reato.
Insomma, consigliamo al solerte delatore del pubblico di procurarsi materiale più interessante la prossima volta.
Anche se è sintomatico che qualcuno vi si sia appassionato nonostante tutto.
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Tommaso Ciuffoletti http://inoz.ilcannocchiale.it
Caro Emiliano,
grazie per la considerazione che mi dedichi e grazie anche per le considerazioni che mi hai inviato.
Non replicherò puntualmente alle stesse ( come a quelle di Ale Litta, in altra mail), perchè significherebbe innestare un ping pong eccessivamente legato alle nostre personali posizioni , che non interessano i più . Sarò ovviamente lieto e disponibile di discuterne con te (e con Ale Litta) alla prima occasione, se lo vorrai.
Colgo l’occasione invece per precisare per punti solo alcune circostanze che sembrano aleggiare in maniera impropria intorno a questa vicenda:
1) la gestazione, la redazione e la sottoscrizione del documento cd “doppia tessera” è stata dal primo minuto totalmente pubblica , alla luce del sole e perfino priva di qualsiasi riunione di supporto o concertazione . Almeno nel metodo , mi pare lontanina da manovre da epigoni della prima repubblica etc etc
2) la posizione politica di chi ha sottoscritto il documento va cercata solo nelle parole che vi si leggono . Sinteticamente , si pensa che il modo per mantenere in vita lo spirito della Rnp sia agire politicamente nei due partiti , RI e PS , cercando di far emergere, convincere il più possibile dei compagni e orientare le decisioni degli stessi soggetti in quella direzione , utilizzando e rispettando le” regole del gioco” diverse nei diversi ambiti, senza particolari furbizie o forzature .
3) come chiaramente esposto anche nella conferenza stampa trasmessa da RRadicale , è in questo momento particolarmente significativa la presenza attiva di compagni radicali nella fase “Costituente” del Ps perchè essa potrà contribuire a introdurre temi e posizioni che potrebbero invece restare fuori dal dibattito interno in corso . In pratica, crediamo che questo possa servire a tentare di evitare che il Ps sia quello che molti paventano ( anche la maggior parte dei firmatari, credo ! ) e cioè la chiusura identitarie di una piccola oligarchia etc etc.
4) il dissenso politico con la dirigenza cinquantennale attuale dei RI è evidente anche a chi, come Marco , lo nega e gli nega dignità ; così come mi pare evidente un certo marcato dissenso con gli spesso opachi metodi ed idee dell’attuale dirigenza Sdi che però, si badi, ha scelto (almeno nellapersona di Boselli) di mettersi in gioco totale passando attraverso un processo di nuova costituzione e nuovo tesseramento ; posizione quest’ultima tutt’altro che tradizionale nell’ambito delle formazioni socialiste.
Suggerirei di non perdersi dietro alle ombre di improbabili take-over ( riconosceteci almeno il know how minimo per sapere che le società familiari non sono scalabili , nemmeno se quotate in Borsa !! ) o di chissà quali complotti , come fanno tutte le sette politiche ed esoteriche in misura inversamente proporzionale alle sempre più ridotte proprie dimensioni di massa e , se si vuole dedicare ulteriore attenzione alla questione in oggetto , spiegare politicamente perchè i diversi firmatari di diverse lettere e mozioni poltiche sono “compagni che sbagliano” . E’ estremamente probabile che il risultato di redenzione di molti fra essi ( fra noi, per intenderci) sarebbe maggiore, e di molto, rispetto a questa caricatura di scomunica che ha il solo risultato di generare spam e far perdere tempo prezioso a tutti.
Fraternamente
Franco D’Alfonso
Confermo il mio assenso al documento “doppia tessera in nome della rosa” che ho espresso anche in congresso votando a favore della richiesta di riconoscere la buona intenzione politica dei suoi sottoscrittori e dei giovani socialisti coi quali molti radicali continuano a collaborare “in nome della rosa” Esprimo invece altrettanto convinto dissesnso dal documento che commenta il cosiddetto “Pannellismo” cui il congresso si sarebbe inchinato per effetto del controllo di menti e corpi di persone che continuo a ritenere incontrollabili come sono i radicali ed io fra questi. Vi prego di ripensare a quanto scrivete sul congresso perchè, a quel che vedo oggi, si presta al giudizio negativo che ascrivete ad intenzioni pregiudiziali del gruppo dirigente che segnate a dito. Con affetto a cari compagni
Ermanno de Rosa –
Caro Ermanno, ti ringrazio per il tuo voto favorevole augurandomi di averti tra i firmatari del documento doppia-tessera R.I./PS, condivido in parte le critiche che muovi a l commento , contiene formule eccessive quale quella alla quale tu hai fatto riferimento, lo credo anche io e lo invito a non fare una caricatura del popolo radicale (gran parte dell’analisi, invece, la faccio mia). Certo, va detto, che le scelte del gruppo dirigente, quasi sempre allineate alle posizioni di Marco, se anche accompagnate da convinzioni ottenute dopo una valutazione critica accurata (su questo qualche dubbio, però, è lecito) non danno l’immagine di un movimento che si spacca e si confronta per crescere, almeno nelle sue più alte cariche. Ti pongo una domanda e mi aspetto una risposta: se l’iniziativa doppio-tesseramento In nome della Rosa fosse partita da compagni che non vengono identificati come “oppositori” (è il mio caso) sarebbe stata considerata allo stesso modo? avrebbe mosso le stesse dinamiche?
Il punto è che lo stesso Marco ha ritenuto di non usare una motivazione politica significativa a supporto del suo dissenso quale quella che non è il PS il partito al quale un radicale è opportuno che si iscriva…o che non è il momento giusto..e via dicendo
Grazie del contributo alla discussione
Valerio Federico
Caro De Rosa,
Sono il primo, da socialista militante radicale e da radicale militante socialista ancora prima di questa iniziativa e assolutamente concorde e sostenitore della stessa, a deprecare chi, sia a livello socialista che a livello radicale, sta rasentando la critica da tifoseria o etnica. Entrambe le posizioni esistono e sussistono all’interno dei due mondi e questi sono i nostri principali antagonisti. Sicuramente, in area radicale, esiste e sussiste una parte di questa convintamente contraria, sin da prima della RnP, alla collaborazione con i Socialisti e, ancor peggio, una parte che, dopo aver appoggiato e sostenuto la svolta, sulla scia dell’onda che Marco lascia dietro di se, segue questa svolta antisocialista più per partito preso che per reale divergenze di obiettivi. Ovviamente ho molto più rispetto per la prima che per la seconda. L’area dei Marco Baba c’è esiste ma non è così allargata come si vuole far credere.
In ogni caso credo che un buon lavoro di squadra dei Rosapugnisti e un maggiore coordinamento all’interno e fra le due aree sia estremamente importante. Abbiamo dalla nostra parte la nostra volontà e la certezza di essere sulla giusta strada.
Sergio De Muro
Sono davvero grata a Litta a Marco e Rita di questa precisazione e di averci informato della vicenda.
Per quel che vale la mia opinione, sono davvero delusa dal comportamento di chi pur sapendo i giochetti politici di D’Alfonso, ha ritenuto che Parigi, ovvero qualche tessera in più e un rinnovato presunto sodalizio politico, valesse bene una messa.
La messa sarebbe quella di fomentare il “dissenso” interno e di proporre alternative che tali non sono ma che almeno ai miei occhi ora rappresentano o miopie politiche macroscopiche, oppure altro cui preferisco non pensare.
Per quel che mi riguarda certi mezzi preludono fini che non mi piacciono affatto e credo ben diversi da quelli creduti ingenuamente al congresso da molti di noi.
E la “pubblicità” di questo materiale cui si appellano D’Alfonso e Federico mi sembra invece aggravare la situazione anziché renderla più cristallina.
Anzi diciamo pure che è questo cristallo taglia e ferisce, anziché far luce.
Con amore, vero
Valeria
se.giordano ha scritto:
Sarà che io non capisco un cazzetto però ora mi sto preoccupando veramente della mia integrità psicofisica dal momento che non ho capito purtroppo un cazzo di niente.
Cosa dovrei fare?
Spiegatemelo bene in brevi punti.
grazie
———————–
Calma e gesso.
I cani cagano.
I bimbi piangono.
Le stelle stanno in cielo.
I radicali stanno sulla terra … e ne hanno tutti difetti.
Non cercare di capire, accontentati di esserci …
Saluti.
silvio viale
————————-
Silvio
Per i cani che cagano ci penso io
Per i bimbi che piangono ci pensi tu
Le stelle quando è nuvolo stanno in cielo lo stesso
I radicali sulla terra sono tanti zappatori di un agro sassoso
Io vedo di esserci però mi accorgo che quando penso di aver capito e mi esprimo poi leggo il contrario e m’incazzo.Più che esserci forse è meglio che mi metta a fare altro.
torna all’inizio
Inviato da Giachini Francesco il 6 Novembre, 2007 – 11:51.
Viale ha posto delle questioni importanti ma si è trovato di fronte il congresso dei fedelissimi, mentre tanti tra i delusi se ne sono restati a casa.
Sicuramente la questione della doppia tessera evocata da Pannella ha contribuito ha ridurre Viale al 30%.
Lo SDI ha 90’000 iscritti(mi sembra), Radicali Italiani 1700(di cui meno di 300 votano al congresso). Un’eventuale campagna di doppia tessera non aiuterebbe la contaminazione ma sarebbe un’opa dei socialisti verso radicali italiani. 200 radicali che prendono la tessera ps non smuovono nulla mentre 200 socialisti che prendono la tessera ri e vengono al congresso ne dettano la linea e scelgono segretario e dirigenza. Questo non è stato accettabile agli occhi dei tanti radicali delusi dalla RnP che erano a congresso e quindi hanno rivotato le deludenti tre donne.
Comunque onore a Viale che non poteva vincere ma perlomeno ha fatto capire che una certa opposizione al partito di Roma c’è e che questa è concentrata nel nord che storicamente ha dato le maggiori soddisfazioni elettorali. Sarebbe bene che qualcuno ci riflettesse.
Inviato da Gabriele il 6 Novembre, 2007 – 13:05.
Eh no!
Pannella non può continuare a romperci le palle invatondoci ad iscriverci e poi incavolarsi se questo avviene e si va pure al congresso.
Vuole solo i soldi degli altri per continuare a fare quello che cazzo gli pare?
Sul Caso Capezzone ho spiegato in tutti i modi a Padova ai dirigenti ,che non vengono sul forum, perchè ho firmato la lettera di Bacchi ,Mischiatti, Boni e Corleo.
Il motivo era che “non condivido ancora le due pagine di giornale acquistate per avvisare il popolo italiano di come operava Capezzone.Poi se Daniele andrà o meno in FI sono ora cazzi suoi.
E qui vengo all’esempio “bestiale”
Essendo io un veterinario, che opera in campo agreste, ho seguito per 5 anni un ottimo torello di un contadino che in tutti questi anni ha sempre presentato qualche problema di salute e, in base ai sintomi, che mi descriveva,in ogni visita ,il cliente, ero portato a fare delle valutazioni diagnostiche e delle prescrizioni supportate dalla semeiotica .
Purtroppo ,dopo 5 anni,il torello all’improvviso muore ed io ,come è mio dovere,effettuo l’autopsia e riscontro delle lesioni vecchissime che non potevano non essere evidenti in base ai sintomi clinici anche in vita,specialmente durante le ore notturne quando solo il cliente li poteva rilevare.Mi rivolgo incazzato al contadino il quale mi risponde”cazzarola me ne ero accorto però ho ritenuto che fossero sintomi di un malessere transitorio e non ho detto niente!”
Ma va a fanculo e con Tabar al seguito mi sono tolto dalle palle!
sergio giordano
Inviato da Binettigohome il 7 Novembre, 2007 – 12:04.
e guardate che esempio di democrazia che dà lo STALINISTA WALTER VECELLIO. Che schifo
Dopo aver riflettuto un po’.. Perché avrei altre urgenze in questo momento, tra cui quella dirisparmiare denaro e trovare un nuovo lavoro.. E non sto nemmeno tanto bene, ma, ho deciso di esserci ancora una volta. Sperando che sia un congresso vero e non il ritrovo annuale di un fan club. Se dovessi trovarmi di fronte all’ ennesima trasmissione di pochi,dovrei infine decidermi a lasciar perdere un luogo di discussione e dicrescita che ho molto amato. Dovrei infine prendere coscienza delfatto che quelle idee di cui sono innamorato non vivono qui, e cercareun altro luogo.Per cui, o le cose cambiano, o sarà l’ ultima volta. Io chiedo chealmeno si inizi un processo per ristrutturare il partito, in almeno unpunto tra questi: 1 – Comitato realmente federale, che rappresenti le associazioni, inmodo da concretizzare un sistema di checks and balances. 2 – Simboli, beni immobili, società di servizi, nella proprietà delpartito e non di alcuni suoi dirigenti, perché questo precludequalsiasi vero processo democratico. 3 – Libertà e disponibilità dei simboli alle associazioni locali perle competizioni amministrative. A mio avviso, il problema di chi siamo noi, come riorganizzarci inmaniera autenticamente liberale, democratica e federale, è prioritariorispetto ad ogni altra questione. E’ per trovare in me l’ energia, per dare il mio contributo a undibattito su queste questioni, che sono in sciopero della fame dagiovedì 25. Riguardo alla proposta-slogan di Pannella, credo che avrebbe dovutopiù correttamente esprimerla in una SUA mozione al congresso, invecedi cominciare la sua campagna congressuale con una settimana dianticipo, abusando dei media che TUTTI i compagni pagano. Nel merito,non sono d’ accordo con una svolta destrorsa; che ha fatto e cosafarebbe questa destra rispetto all’ abolizione delle caste ? Niente.Il loro modo di intendere il liberalismo è quello dell’ “arbitrio nelprivilegio”; quindi non solo non c’è l’ anticlericalismo, ma non c’ènemmeno la libertà economica da quelle parti.Questo sarebbe già sufficiente, senza mettere in conto la xenofobia eil proibizionismo in materia di stupefacenti. Credo che dovremmo perseguire davvero il progetto nell’ ambito dellasinistra, e contemporaneamente ridare forza alla proposta delmaggioritario secco anglosassone. Credo che il progetto RNP non sia riuscito ad oggi, né come terzo poloné come tappa intermedia verso la formazione del PD, a causa,innanzitutto, della NOSTRA forma partito e dei NOSTRI meccanismiclanici. Sto imparando, in questi ultimi anni, che la cosa più utile, ai finidi crescere, è guardare la parte PROPRIA di responsabilità e problemi,anziché stare concentrati sulle problematicità del contesto e deipartners. Voterò Silvio Viale per la segreteria.
Marco Azzali
Inviato da Gianclaudio il 6 Novembre, 2007 – 14:52.
“Moralizzare ‘sto cazzo! Moralizzare ‘sto cazzo! Moralizzare ‘sto cazzo!”
G. Manfredi – VI° Congresso Nazionale RI
Quello di Manfredi è stato uno dei rari momenti di dialettica politica all’interno di Radicali Italiani.
Alvise Ferialdi, al momento mono-tesserato Radicale….
Un “moralizzare” di troppo. Notarelle a margine di un congresso
6 Novembre, 2007 – 11:00 | Cate
Quando il compagno Manfredi – uno che di moralità laica se ne intende e alla grande – ha lanciato la sua, diciamo così… ferma protesta dal palco del Congresso di Padova contro quel “moralizzare la politica” che campeggiava a mo’ di slogan, dalla platea si è levato un urlo liberatorio… ed erano le otto e mezza di sera, quando tutti ormai languivano sfiancati da dodici implacabili ore di interventi!
Invece improvvisamente qualcosa di inespresso si è come aggrumato (termine già di suo pericoloso…) ed è esploso. Ma perchè mai? Forse che la politica italiana non ha bisogno di essere moralizzata? Caspita se ne ha bisogno! E allora perché il compagno Manfredi si indignava tanto dicendo che dopo lustri di congressi radicali mai si sarebbe aspettato di vedersi un “moralizzare” spalmato lì a monito dei reprobi?
Appunto, i reprobi. Ma da quando in qua la morale laica si permette di giudicare i buoni e i cattivi e si erge a censore, doveva chiedersi Manfredi?
Ma noi non eravamo quelli che… la religione della libertà come metodo? Quelli che… monsignore, preferirei morire piuttosto che vietarvi di esprimere le vostre idee? Quelli che… la pratica della nonviolenza come forza morale? Quelli che… la morale gandhianamente la ricercano, la vivono, la praticano e non l’impongono?
Avremmo dovuto essere qualcosa del genere, e invece ci trovavamo con quel “moralizzare l’Italia” che, poco poco, sarebbe pure piaciuto a sua eminenza il card. Ruini per una delle sue tante riunioni in cui sta tornando a mostrare la forza muscolare del cattolicesimo italiano (…vero, Eminenza?).
Vabbè, poteva dire qualcuno, ci era scappata, anche i migliori ogni tanto prendono uno svarione, era una svista e nulla più, uno slogan infelice per un congresso che non prometteva le performances dell’anno precedente e cominciava un po’ scontato.
Scontato un c…, diceva Manfredi e con lui una platea che rizzava le orecchie perché sapeva, temeva che la moralizzazione-normalizzazione non era qualcosa di estraneo a quel congresso ma gli sarebbe piombata sulle orecchie di lì a poche ore, come puntualmente è avvenuto.
Niente di straordinario… per carità, chi è rotto alla vita politica ha visto ben di peggio, e quello che sta capitando di questi tempi nel PD o nel costituendo PS non è certo più edificante. Ma lì nessuno si è candidato al premio nobel del gandhismo in terra…
Cos’è capitato? Presto detto. Dopo tre giorni in cui degli ottimi, bravissimi compagni (compresi quelli della Direzione bulgara che stava sul palco…) hanno affermato che per salvare l’Italia dal disastro economico, ecologico ed istituzionale bisognava dichiarare guerra alle corporazioni professionali, ai sindacati della triplice e non, a una bella fetta di Confindustria, al capitalismo parassitario, Fiat in testa in versione Terminimerese, ai giornali, alla Rai e al sistema dell’informazione, poi al sistema del finanziamento occulto e no della politica e ai suoi intrecci perversi con la finanza, alle coop rosse bianche e quant’altro…. ovviamente alla Chiesa, al Vaticano, ai cattolici fondamentalisti, ma questi ci stanno d’ufficio … Dopo tutto questo, che farebbe tremare le vene e i polsi anche a un novello Marx, ci si sarebbe aspettati un minimo di proposta politica, di strategia delle alleanze, di realismo, visto che se si vuole fare davvero la guerra anche ad uno solo di quei poteri forti bisognerebbe pure pensare a come, quando, con chi.
Pare di no: un pugno di compagni testardi che si raggrumano, chissà perché, nelle zone del nord Italia, ha provato a far capire che per fare anche un’oncia di quel che s’era detto ci sarebbe voluto un partito minimamente articolato sul territorio, minimamente riconoscibile e non galattico fino all’estremo, ci sarebbe voluto un dialogo con coloro che negli altri partiti ci possono sentire e possono concordare con quella politica, gente che ovviamente ha le sue belle gatte da pelare anche lì per smuovere vecchie mentalità e quant’altro… Insomma, ci sarebbe voluto perlomeno qualcuno con cui allearsi alle prossime elezioni, sarebbe stato opportuno riprendere quella politica della Rosa che non è davvero mai decollata, ma di cui avremmo tanto bisogno… ecc ecc
Nossignori: continueremo ad essere il partito di sempre, quello dei proclami, delle agitazioni, degli scioperi della fame, della raccolta di firme, dei tavoli sempre e comunque, dei referendum… il che, intendiamoci, va benissimo, è nostro, lo rivendichiamo con orgoglio, ma, per favore, dovrebbe pur servire per andare da qualche altra parte che non sia soltanto il sostegno al governo Prodi che quelle cose non le ha fatte e non le farà!
E allora giù contro i reprobi… con un accanimento che nessun leader di partito spenderebbe in un congresso. Demanderebbe ai suoi secondi, ma Pannella non si fida, non ha secondi, né terzi, ma solo seguaci, come s’addice ai predicatori.
E pensare che per mettere sull’attenti quei socialisti riottosi di cui Pannella non vuole più nemmeno la doppia tessera sarebbe bastato questo slogan salveminiano, che avrebbe aperto il cuore a tutti (o quasi):
NOI VOGLIAMO IL SOCIALISMO DEGLI ULTIMI, E NON QUELLO DEI PENULTIMI, CHE’ QUESTI QUALCHE SPERANZA DI SALIRE NELLA SCALA, MAGARI A SPESE DEGLI ULTIMI, CE L’HANNO, GLI ALTRI NO.
Caterina
Inviato da Marcomassimo il 3 Novembre, 2007 – 00:44.
A me pare che i Radicali al Congresso stiano facendo faville.
Profondità di analisi, accuratezza di progetti, concordia sostanziale, sicurezza di sè.
Solo alcuni mesi fa erano incerti e divisi; adesso paiono una macchina da guerra.
Io credo che continuando di tal passo i frutti non potranno che venire.
La Storia ci insegna che delle minoranze particolarmente preparate e determinate possono essere vincenti, soprattutto se tutt’attorno regna la crisi generale del sistema e la sclerosi sociale.
Credo che si possa generare un effetto – risucchio di iscritti e militanti, soprattutto se a tali persone si sapranno istillare speranze, spiegare in termini semplici quali sono le soluzioni che si prospettano alla crisi del Paese e se ad esse si troverà qualcosa da dare o da fare consono alle loro possibilità.
Per quanto riguarda la Rosa, essa ha radici nella realtà delle cose più che nella volontà dei soggetti.
Questo vuol dire che anche a quei soggetti che se la volessero togliere di torno essa tornerebbe nelle notti a disturbarli come un incubo ricorrente; un pò come succede alle verità scomode.
E’ naturale l’insuccesso elettorale di un anno fa; la situazione era ancora precoce e prematura e non si era fatto il lavoro che ora si comincia a fare.
Inviato da Gianclaudio il 3 Novembre, 2007 – 14:22.
“A me pare che i Radicali al Congresso stiano facendo faville.
Profondità di analisi, accuratezza di progetti, concordia sostanziale, sicurezza di sè.”
Mah…io francamente non riesco a concordare.
Le positività segnalate non mi paiono una novità (parlo da radicale, forse viziato da deformazione identitaria).
Quel che io vedo obliata, nascosta, e quindi sottovalutata è la questione interna.
d.carcea ha scritto:
L’unico pareggio di Pannella è stato quello con Levi.
Viale ti sei accorto che mentre c’era l’appello al voto di Emma tutti erano in religioso silenzio, quando è toccato a te è iniziata la distribuzione delle schede e quindi 2/3 del congresso non hanno potuto sentire un cazzo di quello che dicevi, questo secondo una stima di Manhaimer ti ha portato dal 34% al 29%.
Beh! A Riccionwe fu ancora peggio, con i seggi già aperti e la gente che votava già mentre iniziavo a parlare. In realtà sono conscio dei limiti , miei e delle circostanze. Non ho mai pensato di poter vincere e sforzi eccessivi non portano a incrementi proporzionali, considerato che oltre cento dei presenti erano candidati nella lista (divisa in due per questioni tecniche) della segretaria uscente. So anche che il pressing di Pannella, iniziato sin dal primo intervento, lo si può solo subire e, al massiamo, limitare i danni. In fondo, non c’è stata mai partita per vincere (non a caso Rita non si è nemmeno messa in lista) e il 29, 30, 35 % non cambia molto. In realtà, nei congressi radicali si deve invertire la vecchia massima da “fai quel che devi e accada quel che può” in “fai quel che puoi e accada quel che deve”.
Saluti.
Bravo Viale, grazie a te si è evitata la bulgarizzazione del congresso. Però la prossima volta una mozione generale e candidature alternative anche alla presidenza e alla tesoreria non ci starebbero male.
Cari Compagni,
Il VI Congresso di Radicali Italiani, Padovano Secondo, è stato al di là di ogni ragionevole dubbio
UN CONGRESSO INUTILE, anzi INUTILISSIMO!
Nicolino Tosoni, Presidente del F.U.O.R.I.!

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