Nei commenti che ho letto finora alla manovra, e soprattutto in quello ufficiale dl Pd, riportato dall’informativa settimanale dei “deputati PD”, c’è una macroscopica omissione.
Sembra che proprio nessuno si sia accorto che manca, tra le misure per aumentare le entrate, la previsione di mettere all’asta le nuove frequenze che si liberano col digitale terrestre. Gli altri paesi europei pensano di ricavarne più di 5 o 6 miliardi, un quarto della nostra manovra. Berlusconi pensa di prendersele gratis, perchè lui è il padrone, altro che le noccioline della cricca di Anemone…
E il Pd, che su un argomento del genere dovrebbe rovesciare i tavoli, organizzare cortei al grido di “ladro, ladro!” fa finta di non accorgersene, come peraltro Di Pietro. Sono complici, come è già successo altre volte, o soltanto imbecilli?
Pensano che per un partito che ha la vocazione maggioritaria bipolare (termine che in psichiatria non è proprio un complimento) fare l’opposizione sia una faccenda disdicevole, e certo non hanno intenzione di mischiarsi alla marea montante contro gli eccessi del liberismo e delle privatizzazioni selvagge che si sta esprimendo nella raccolta firme dei referendum? Prima spariscono e meglio è per la democrazia del nostro paese. Intanto Berlusconi fa l’aria seria e severa ma in fondo se la ride: perchè nella prima repubblica le frequenze le ha dovute pagare in corruzioni varie, nella seconda se le prende gratis, come gratis ha superato l’eccesso di occupazione dei media e l’incompatibilità tra il suo ruolo pubblico e privato.
Claudio Bellavita

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