Ha vinto, ma non ha ottenuto la maggioranza per governare
C’è infatti da realizzare un nuovo patto tra forze politiche e produttive sane e cittadini di forte volontà per ridare un’anima all’autonomia, cancellare il debito pubblico degli enti locali, rilanciare l’occupazione….

Lo scontro tra i partiti ha avuto inizio mentre erano in corso gli ultimi….trasferimenti da un partito all’altro, raramente e con difficoltà motivati dagli interessati, e il presidente dimissionario Lombardo continuava imperterrito a fare nomine di consiglieri e consulenti, molti dei quali scelti dalla sua parte politica.
è proseguita mentre SeL e IdV cercavano pretesti per evitare scelte unitarie, e in extremis erano costretti a sostituire il candidato alla presidenza per… sconoscenza della legge elettorale.
Si è conclusa nella indifferenza di larga parte dell’elettorato, spia della avversione alla politica come negli ultimi anni si è manifestata.
Grandemente deficitario e meritevole di critica è stato il comportamento di moltissimi candidati. Incapaci di partecipare al confronto elettorale con l’apporto di riflessioni e proposte, nulla o quasi essi hanno saputo dire sul rapporto dei partiti con la società, sulle cause della crisi finanziaria e d’immagine che da qualche tempo investe la regione, sulla validità o meno dell’autonomia alla luce delle esperienze compiute dal ’46 a oggi, sulle responsabilità di partiti e coalizioni e uomini politici, e su altro ancora che riguardi la vita di quest’isola bella, ma poco fortunata.
Per contro hanno speso fiumi di denaro per tappezzare di gigantografie i muri, finanziare cene elettorali, riempire di slogan inespressivi pagine intere di giornali.
Tutto ciò nella noncuranza dell’ascolto che in parallelo veniva assicurato alle urla antipartito e palingenetiche di Grillo (facilitate dagli scandali del Lazio e della Lombardia) e in minor misura agli sproloqui dei Forconi, in cui trovavano espressione populismo, rabbia, delusione, sfiducia e ostilità verso le attuali classi dirigenti.
In un cosiffatto contesto, il responso delle urne non poteva che presentarsi come si è presentato: con una forte manifestazione di rigetto della mala politica che ha dominato le cronache negli ultimi anni, e una non meno chiara manifestazione di simpatia e fiducia nei confronti del candidato Crocetta e della coalizione di riformisti e moderati che lo sosteneva.
I primi dati politici che subito colpiscono nel panorama generale sono il 47,43 % di votanti, in un’isola dove nel 2008 votò il 66,68%, la posizione di primo partito attribuita al movimento Cinque stelle, che, realizzando un vero exploit, vede il proprio candidato presidente assicurasi il 18,2 % e le liste raggiungere il 14,7%.
Solo pochi partiti, tra cui Cinque stelle, il Pd, l’Udc, il Pdl, il PdS e la Lista Crocetta, hanno superato lo sbarramento del 5%. Nessun rappresentante avranno SeL e IdV.
Dei 10 candidati alla presidenza, è risultato vittorioso Rosario Crocetta, sostenuto da Pd, Udc, Psi, Api ottenendo il 30,5 %, seguito, con cinque punti di distacco, da Musumeci sostenuto invece da Pdl, La Destra, Pid.
Il compito del neo-presidente non si prospetta facile. Crocetta disporrà in Assemblea di 39 voti. Gli occorreranno una decina di voti ancora per governare con una certa tranquillità. Dovrà perciò cercare apporti esterni. “Senza inciuci e senza cedimenti” ha subito precisato.
Chiamerà i parlamentari sensibili e responsabili a un comune lavoro su punti qualificanti per la rinascita dell’isola perché, abbandonando una volta per sempre la strada finora percorsa, si imbocchi la strada della ricostruzione.
Occorrerà sudare qualche camicia in più rispetto alle sette tradizionali per ricollocare la Sicilia sulla via della ripresa.
C’è infatti da realizzare un nuovo patto tra forze politiche e produttive sane e cittadini di forte volontà per ridare un’anima all’autonomia, cancellare il debito pubblico degli enti locali, rilanciare l’occupazione, snellire e rimotivare la burocrazia, impigrita e mostruosamente vasta, sconfiggere le infiltrazioni mafiose, liberare l’isola dal degrado umano che ha raggiunto livelli veramente preoccupanti.
Parallelamente i partiti, forse per l’ultima volta, sono chiamati a rinnovarsi, rapidamente e seriamente, e a farsi carico dei cittadini se non vorranno rischiare la sparizione.
Per l’amore che portiamo alla nostra isola ci auguriamo che il tentativo che la coalizione pro-Crocetta farà abbia successo e che i partiti comprendano finalmente ciò che per il proprio avvenire dovranno assolutamente fare.

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