Dunque, secondo le indicazioni della Commissione parlamentare di Vigilanza, i compensi dei conduttori dei programmi della RAI, finiranno nei titoli di coda.
C’è demagogia, rivalsa della classe politica e insofferenza in questa iniziativa.
Ma non è totalmente campata in aria.
E’ stato detto da alcuni che non c’è da scandalizzarsi se c’è chi guadagna tanto. Ovviamente in ossequio al libero mercato ed ai benfici che lo star sistem porta alle aziende televisive tramite la pubblicità.
Le obiezioni possibili a questo ragionamento sono due.
La prima è che un servizio pubblico radiotelevisivo che si omologa alla TV commerciale, seguendo gli stessi canoni, non ha ragione di esistere.
La seconda è che la RAI, per i notissimi condizionamenti politici, non sempre, ovvero quasi mai, fa le sue scelte esclusivamente in base ai meriti. Fosse anche per scegliere i più bravi, i condizionamenti politici e di cordata la fanno da padrone.
Ben vengano dunque i titoli di coda con costi dei programmi e remunerazione di conduttori ed ospiti.
COMPENSI RAI E MERCATO
Fosse anche per scegliere i più bravi, i condizionamenti politici e di cordata la fanno da padrone. Ben vengano dunque i titoli di coda con costi dei programmi e remunerazione di conduttori ed ospiti.

meglio, un cartellino appeso al collo di conduttori, politici, opinionisti e interventisti intervenuti..