Il recente, annuale, convegno dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure ( ogni anno se ne tiene uno anche a Capri, noblesse oblige) ha tenuto fede alla tradizione: ospiti importanti, enorme rilievo mediatico, propalazione della certezza che nei giovani colà riuniti sono riposte le speranze di rinascita del Paese.
Che si sappia che esiste un ricambio dietro l’angolo della classe imprenditoriale è certamente positivo.
Ma viene, francamente, da rimpiangere quel certo understatement che caratterizzava un tempo le assemblee confindustriali.
Gli schiaffi in faccia ai politici, salvo poi quotidianamente rivolgersi a loro per richieste non sempre generaliste o di categoria, sembrano un po’ il gioco da caserma dello schiaffo dato al compagno nascondendo la mano per non fargli indovinare chi lo ha tirato.
E, soprattutto, impartire lezioni prima di avere dimostrato di averne i titoli, può apparire avventato.
Scagliarsi contro la “casta” è quantomeno discutibile se a farlo è una platea composta quasi per intero da baldi giovanotti e giovanotte che si trovano dove si trovano, per il momento, perché “figli di”.
E soprattutto se, poi, come è accaduto per il presidente dei giovani industriali che ha preceduto quello attuale, dopo aver tanto svillaneggiato la classe politica, accetta di farne parte per ottenere un seggio in parlamento.
CASTE E CASTINE
Scagliarsi contro la “casta” è quantomeno discutibile se a farlo è una platea di giovani industriali composta quasi per intero da baldi giovanotti e giovanotte che, per il momento, si trovano dove si trovano perché “figli di”.

purtroppo le varie “caste” ce l’hanno nel DNA la propensione al meleggiamento, dai politici, ai figli di papà, a certi giornalisti, asserviti più al dio quattrino, potere, comando, che ad un serio lavoro.
Già,”Roma ladrona”….! Dove sta ora Bossi ? Apre la pista al “trota” !
Come diceva un certo Alighieri : e il modo ancor m’offende !
Va bene tutto ,ma evitiamo il meleggiamento ,per favore !