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A Milano la campagna elettorale per le elezioni comunali del 2027 è già iniziata, con un anticipo che racconta bene quanto la partita sia considerata decisiva sul piano politico nazionale. Il centrosinistra si è mosso per tempo, mettendo sul tavolo una pluralità di nomi e aprendo di fatto il confronto interno. Si può chiamare campo largo, campo progressista o semplicemente centrosinistra: resta il dato politico di un’area che, anche alla luce delle tensioni con il sindaco Sala e delle recenti polemiche sul gemellaggio con Tel Aviv e sulle bandiere palestinesi esposte in Consiglio comunale, sembra spostarsi sempre più a sinistra.
I nomi in campo sono già numerosi: Maiorino, Scavuzzo, Calabresi, ai quali si sono aggiunti De Bortoli e, secondo alcune indiscrezioni, anche il presidente del Consiglio comunale Buscemi. Una rosa ampia che testimonia vivacità, ma anche la necessità di trovare una sintesi che oggi ancora non c’è.
Sul fronte opposto, il centrodestra appare invece in ritardo. Non sono emerse candidature realmente nuove, fatta eccezione per il nome, già circolato più volte, di Maurizio Lupi. Una proposta che, proprio per la sua ripetizione nel tempo, rischia anche di logorarsi prima ancora di entrare nella fase decisiva. Lupi resta comunque una figura di peso, con una lunga esperienza politica e amministrativa alle spalle, ma non sembra, da sola, in grado di compattare l’intero schieramento.
Accanto a lui si affacciano ipotesi ancora in fase embrionale, come quella del fondatore del “Panino Giusto” con una lista civica, segno di una ricerca ancora aperta e non definita. Il quadro resta incerto anche per via dei sondaggi, che indicano una Lega in calo e una Fratelli d’Italia che, a livello locale, non ha replicato i successi nazionali.
Forza Italia, dal canto suo, appare ancora indecisa sulla linea da seguire e soprattutto sul nome da proporre. Si parla di Letizia Moratti, di possibili candidature legate all’area regionale come Gallera, ma anche di un coinvolgimento diretto dei vertici nazionali, da Tajani fino alla suggestione, ancora tutta da verificare, di Marina Berlusconi. Un’incertezza che contribuisce a mantenere il centrodestra in una fase di stallo.
Nel frattempo circola anche il nome di Paolo Del Debbio, ipotesi che appare complessa ma non del tutto irrealistica, considerando il suo passato amministrativo nella giunta Albertini e la sua notorietà pubblica. Una candidatura che, se dovesse concretizzarsi, avrebbe certamente un impatto significativo.
La sensazione complessiva è quella di una campagna elettorale partita con largo anticipo e destinata a durare a lungo, tra accelerazioni improvvise, colpi di scena e inevitabili tensioni. Milano, ancora una volta, si conferma uno snodo cruciale della politica italiana. E proprio per questo, la partita che si sta aprendo non riguarda soltanto la guida della città, ma equilibri ben più ampi.
Roberto Caputo

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