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Come realizzare il pilastro europeo della NATO 

L’associazione Liberta’ Eguale ha promosso sabato a Livorno un importante convegno sul tema della Difesa Europea a cui hanno partecipato, tra gli altri, diversi componenti dell’ area riformista del PD: Lorenzo Guerini, Pina Picierno, Lia Quartapelle, Stefano Ceccanti, Anna Bucciarelli, Claudia Mancina e Piero Fassino. Dopo tanta disinformazione e fake news (soprattutto a sinistra con i 5stelle e AVS, ma anche all’ interno della maggioranza – vedasi il “pacifismo” di Matteo Salvini) l’incontro ha avuto il merito di fare finalmente chiarezza su una materia determinante per il futuro stesso dell’Europa.
Il primo elemento emerso dal convegno e’ che non ha senso (come invece sostenuto da Elly Schlein) contrapporre la difesa comune alle politiche militari e tecnologiche dei singoli Stati.

di Marco Mayer | 2 Novembre 2025

L’associazione Liberta’ Eguale ha promosso sabato  a Livorno un importante convegno sul tema della Difesa Europea a cui hanno partecipato, tra gli altri, diversi componenti dell’ area riformista del PD: Lorenzo Guerini, Pina Picierno, Lia Quartapelle, Stefano Ceccanti, Anna Bucciarelli, Claudia Mancina e  Piero Fassino. Dopo tanta disinformazione e fake news (soprattutto a sinistra con i 5stelle e AVS, ma anche all’ interno della  maggioranza – vedasi il “pacifismo”  di  Matteo Salvini) l’incontro ha avuto il merito di fare finalmente  chiarezza su una materia determinante per il futuro stesso dell’Europa.
Il primo elemento emerso  dal convegno e’ che non ha senso  (come invece sostenuto da Elly Schlein) contrapporre la difesa comune alle politiche militari e tecnologiche dei singoli Stati. L’ esperienza pluridecennale dell’ Alleanza Atlantica dimostra esattamente il contrario. Il modello  multinazionale adottato e’ infatti ben collaudato e ha  prodotto una integrazione miltare molto efficace. Il conferimento alla NATO da parte dei paesi membri  dei contingenti nazionali  del personale  e degli armamenti  offre ottimi risultati perche’ si inserisce in un sistema unitario di comando, intelligence militare, comunicazioni e controllo. Sotto questo profilo la polemica sull’ “esercito europeo” appare francamente priva di senso, basta seguire lo stesso approccio.

Oltre alla questione del riequilibrio delle risorse  destinate alla NATO da Stati Uniti e Unione Europea  (come richiesto da piu’ di 15 anni da Washington) il convegno ha sottolineato che  per troppo tempo l’ Europa ha fatto orecchi da mercante rispetto alle minacce di Putin emerse con chiarezza sin dall’ inizio del millennio ed in particolare nella conferenza di Monaco del 2007.  Affidare la sicurezza militare agli Stati Uniti e la (in)sicurezza energetica alla Russia e’ stata purtroppo una miopia strategica delle leadership europee  a partire da Angela Merkel… per non parlare di Gerard Schroeder che dopo il cancellieriato ha assunto un ruolo di primo piano in Gazprom, la multinazionale energetica della Russia che dispone di una vasta rete europea e mondiale. 
Un altro elemento importante sottolineato a  Livorno e’ che (nonostante tutte le critiche che vengono rivolte alla UE)  

c’ e’ stata una rapida e decisa reazione di carattere poltico rispetto all’ invasione russa dell’ Ucraina. I  paesi dell’ Unione Europea hanno complessivamente  offerto all’ Ucraina aiuti militari piu’ consistenti di quelli degli stessi  Stati Uniti. Oggi  si tratta di continuare con determinazione senza se e senza ma. L’ Ucraina (a differenza di Israele) non ha ancora – nonostante i miglioramenti –  una difesa aerea  adeguata e a chi,  come i 5stelle, urlano “Basta con  l’ invio delle armi!”  occorre controbattere che la difesa dei cieli ha un grande valore umanitario perche’ e’ l’ unico modo di salvare la popolazione civile ucraina dalle bombe, dai droni e dai missili russi. 
Ma la risposta  all’ Ucraina deve essere inserita in una politica europea  di medio e lungo periodo. Da qui nasce il  terzo elemento emerso dell’ iniziativa di Liberta’ Eguale ovvero quello di tradurre  –  come spetta ai riormisti – la formula politica del 

” Pilastro Europeo” della NATO in un programma ed in un processo concreto articolato in obiettivi chiari e tempi ben definiti. 

Purtroppo con i trattati in vigore il vincolo dell” unanimita’ blocca le decisioni a livello del Consiglio Europeo. Si tratta pertanto – come nei casi di Shengen e dell’ Euro –  di partire con gli Stati Membri disponibili come del resto e’ gia’  avvenuto per il supporto all’ Ucraina con la coalizione dei volenterosi. Il punto di partenza e’ comprendere quali nazioni sono disponibili rispetto alle 23 che fanno parte sia della UE che della NATO. Una volta definito il gruppo promotore  serve un inventario delle risorse disponibili nei diversi Stati,  l’ individuazione di eventuali duplicazioni  da eliminare nonche’   dei segmenti tecnologici di cui c’e’ carenza . Sulla base di questa analisi accurata il fondo europeo SAFE e i finanziamenti nazionali potranno essere  finalizzati alla costruzione di un vero pilastro europeo della NATO che con la necessaria gradualita’ si muova nella direzione di una effettiva autonomia operativa e strategica. Il processo potra’ essere aperto anche a paesi europei che fanno parte della NATO ma non della UE, per esempio il Regno Unito e i paesi balcanici impegnati nel processi di adesione.
Per bloccare questo ambizioso  progetto politico e militare  dell’ Eurooa  si muoveranno in tanti  a partire da Mosca, Teheran e Pechino; che gia’ sono impegnati in vaste campagne di influenza e disinformazione  nel nostro continente. E forse anche al di la’ dell’ Atlantico spunteranno alcune resistenze. Per assicurare il successo di questo grande progetto poltico  serve il sostegno dell’opinione pubblica – supporto che gia’ esiste nei paesi dell” Europa Orientale perche’  hanno conosciuto direttamente l’ oppressione della Russia. Nelle altre nazioni e soprattutto in Italia e in Francia c’e’ invece molto strada da percorrere. Uun pilastro europeo della Nato e’ la migliore risposta all’ unilateralismo che  caratterizza la politica estera drl Presidente Donald Trump; e sopratutto e’ l’indispensabile per esercitare una deterrenza efficace contro le minacce esterne e interne che provengono  dalla  Russia. Non dobbiamo sottovalutare il recente monito del Ministro Guido Crosetto ; c’ e’ molta influenza della disininformazione russa  non solo per le campagne mediatiche e per gli interessi economici ad esse collegati ma anche  per la presenza in Italia di  personalita’ insospettabili.” 
https://www.radioradicale.it/scheda/770850/le-politiche-di-sicurezza-dellunione-europea

Marco Mayer

https://sssup.academia.edu/MarcoMayer

it.linkedin.com/pub/marco-mayer/22/313/b33/

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: Anna Bucciarelli, associazione liberà eguale, Cluadia Mancina, Lia Quartapelle, Piero Fassino, Pina Picierno, Setafano Ceccanti

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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