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COME FERMARE IN ITALIA L’ONDA NERA NEONAZISTA?

Alternative fur Deutschland è un partito neonazista che viola la dignità umana. Lo certifica il servizio di intelligence tedesco dopo tre anni di indagini. Ora dovrebbe iniziare la procedura della messa al bando e, ovviamente, si è aperto il dibattito perché il rischio è di potenziare ancor di più i neonazisti consentendoli di fare le vittime. Intanto, in Inghilterra
stravince la destra estrema di Farage nella tornata amministrativa da cui i laburisti di Starmer escono sconfitti.

di Enrico Rossi | 3 Maggio 2025

Alternative fur Deutschland è un partito neonazista che viola la dignità umana.

Lo certifica il servizio di intelligence tedesco dopo tre anni di indagini.

Ora dovrebbe iniziare la procedura della messa al bando e, ovviamente, si è aperto il dibattito perché il rischio è di potenziare ancor di più i neonazisti consentendoli di fare le vittime.

Intanto, in Inghilterra stravince la destra estrema di Farage nella tornata amministrativa da cui i laburisti di Starmer escono sconfitti.

Ancora una volta l’onda nera trumpiana e razzista si allunga sull’Europa trovando proprio nel nazionalismo anti immigrati l’elemento di coesione e dimostrando di non essere un fenomeno passeggero.

Di questa tendenza fanno parte a pieno titolo anche Fratelli d’Italia e Meloni che proprio ieri ha confermato la sua fedeltà a Trump e ha già annunciato di volersi ricandidare nel 2027.

Come fermare in italia questa onda nera?

Se guardiamo attentamente alcune buone notizie ci sono:

– il risultato di tenuta dei socialisti nella rossa e ben amministrata Vienna;

-la vittoria dei liberali in Canada, guidati da Mark Carney, su un programma anti Trump in difesa della sovranità canadese contro le pressioni economiche e le minacce di annessione;

-la risalita nei sondaggi del M5stelle al 12,4 (vedi Repubblica di ieri) che ha assunto una posizione netta contro il riarmo e per la pace. Cosa che ha fatto anche Alleanza Verdi e Sinistra ma non il PD che, sbagliando, ha tenuto un atteggiamento contraddittorio.

A questi tre fatti, che potrebbero essere assunti come indicazioni per una politica alternativa alla destra, PD, M5stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, a mio avviso, bisognerebbe aggiungessero almeno altri due elementi:

-fare una proposta di riforma fiscale veramente a favore dei ceti bassi e medio bassi che in senso progressivo chieda di più a chi ha di più: a quel 5% più ricco della popolazione italiana che detiene il 47,7% della ricchezza nazionale e che ha visto negli ultimi dieci anni un aumento significativo dei propri redditi, contribuendo a un ampliamento delle diseguaglianze;

-intensificare l’impegno e la partecipazione a favore dei 5 referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. Sbaglia il M5stelle a lasciare libertà di coscienza su un tema che riguarda la dignità e i diritti di oltre un milione e mezzo di persone.

Sono convinto che seguendo i tre esempi sopra ricordati e le due indicazioni sopra descritte si potrebbe mostrare una grande unità delle forze d’opposizione che farebbe aumentare per tutti i consensi, richiamando al voto tanti delusi.

Qualche azzeccagarbugli della sinistra dirà che il mio ragionamento è troppo semplice.

Rispondo che spesso le cose migliori sono semplici: è la semplicità difficile a farsi.

Enrico Rossi

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, enrico rossi, italia, lavoro, Liberali, meloni, pd, persone, referendum, repubblica, socialisti

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

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