
“Si, ma allora non è il caso di riconoscere che gli errori incominciarono assai prima, segretario Mark Rutte, quasi subito anzi, e che anche il Grande Balzo fu un errore? Il concetto è riferito al presidente Vladimir Vladimirovič Putin.”
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha proposto ai membri dell’alleanza di aumentare la spesa per la difesa al 3,5% del pil e di impegnare un ulteriore 1,5% in spese più ampie legate alla sicurezza per soddisfare la richiesta di Donald Trump di un obiettivo del 5%, hanno detto all’agenzia britannica Reuters fonti vicine al dossier. La proposta di Rutte potrebbe consentire al presidente americano di dichiarare una vittoria al vertice Nato che si terrà all’Aia in Olanda a giugno, senza però impegnare le nazioni europee e il Canada in un impegno del 5% sulla spesa militare che molti considerano politicamente ed economicamente impraticabile. L’attuale obiettivo di spesa per la difesa della Nato è di almeno il 2% del PIL, raggiunto da 22 dei suoi 32 membri.
La Commissione Ue propone “un quadro strutturato per promuovere l’inclusione dei Balcani occidentali, dell’Ucraina e della Moldavia nel mercato unico Ue. Questa ‘autostrada’ verso il Mercato Unico includerà un più stretto allineamento normativo e faciliterà l’integrazione delle loro industrie prima della piena adesione all’Ue”. E’ quanto si legge nella bozza di riforma del mercato unico Ue in lavorazione a Bruxelles, citata dall’agenzia Ansa. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, in un intervento in Parlamento, ha messo in risalto che l’Ucraina non accetterà “la pace a qualsiasi prezzo” e ha indicato le linee rosse nei colloqui di pace, che “rimangono chiare e immutate”. “In primo luogo, non accetteremo il riconoscimento di alcun territorio ucraino temporaneamente occupato come russo”, ha dichiarato. Inoltre, secondo lui, l’Ucraina non limiterà la struttura o le dimensioni del suo esercito, non ridurrà l’industria della difesa, l’assistenza militare degli alleati o la presenza dei loro contingenti. “In terzo luogo, non accetteremo alcuna restrizione alla sovranità dell’Ucraina, alla nostra politica interna ed estera, in particolare alla scelta delle alleanze e delle alleanze a cui vogliamo aderire”, ha sottolineato il ministro degli Esteri. Il Fondo d’investimento congiunto per lo sfruttamento delle risorse minerali ucraine concordato con gli Usa sarà registrato negli Stati Uniti, ma il conto principale per i contributi sarà aperto in Ucraina e in valuta nazionale (grivnia è la moneta ufficiale dell’Ucraina dal 1996, quando ha rimpiazzato il karbovanec’, la valuta temporanea usata dopo che l’Ucraina uscì dall’Unione Sovietica e dalla zona monetaria del rublo). Lo ha annunciato il primo ministro ucraino Denys Shmyhal durante una sessione di domande e risposte al Parlamento ucraino, come riportato da Interfax-Ukraine. Shmyhal ha inoltre chiarito che l’accordo si applica all’intero territorio sovrano dell’Ucraina, e che un allegato specificherà tutte le risorse minerarie esclusive coperte dall’intesa. L’accordo, firmato mercoledì, consta di 12 articoli e include un elenco di materiali critici. Una volta ratificato dalla Verkhovna Rada, (Consiglio Supremo dell’Ucraina) è il parlamento monocamerale dell’Ucraina. Il fondo sarà istituito attraverso una partnership tra la U.S. International Development Finance Corporation (DFC) e l’agenzia PPP ucraina. È improbabile che la svolta di questa settimana su un accordo di cooperazione economica con l’Ucraina ammorbidisca la resistenza del presidente russo Vladimir Putin al piano di pace del presidente Donald Trump, e la Casa Bianca non è ancora sicura di come cambiare la situazione. Mentre giovedì i funzionari dell’amministrazione hanno salutato pubblicamente l’accordo come un importante sviluppo, all’interno della Casa Bianca manca il consenso su ciò che verrà dopo, secondo due persone che hanno familiarità con le discussioni e a cui è stato concesso l’anonimato perché non sono autorizzate a parlare pubblicamente. L’idea era quella di coordinarli il più possibile con gli Stati Uniti, e quel tentativo resta”. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda riguardo alla proposta avanzata dal ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, di coordinare il 17esimo pacchetto di sanzioni europee con le nuove sanzioni statunitensi verso la Russia. Le forze russe sono riuscite a conquistare circa 68 miglia quadrate di Ucraina in aprile. Ma questo è costato loro 4800 veicoli e più di 36.600 tra morti e feriti”, secondo i dati raccolti da fonti ufficiali ucraine e analizzata dal centro studi polacco Rochan Consulting, citato da Forbes. “L’Ucraina si estende su 233.000 miglia quadrate, il 19% delle quali è sotto occupazione russa. Anche questo un “errore”?
Giuseppe Basilico

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