Un’altra settimana nera per la Borsa. Spread in chiusura attorno ai 140 punti con la piazza di Milano in leggero recupero dopo forti oscillazioni a cadenza giornaliera. Siamo lontani, molto lontani, dalla situazione della primavera/estate del 2011 ma tanto basta perchè circolino con sempre più insistenza voci su crescenti difficoltà per il governo Renzi e su manovre, nemmeno tanto occulte, finalizzate a preparare il dopo. Come nel 2011, a soffiare sul fuoco sarebbero elite politiche ed economiche molto ben indrodotte a livello europeo ma a differenza di allora la loro collocazione politica sarebbe all’interno dello stesso schieramento che sostiene il premier. La tesi è la stessa di cinque anni fa: la situazione economica risente del momento negativo che sta attravesando l’Esecutivo che, fra l’altro, è atteso da prove di tenuta abbastanza difficili sul piano squisitamente politico come il referendum sulle trivellazioni marine, le amministrative e il referendum sulle riforme costituzionali. A guidare questa lobby al contrario addirittura tre ex Presidenti del Consiglio, tutti del centrosinistra: Romano Prodi, Massimo D’Alema e Enrico Letta. Al loro fianco alcune frange del potere economico che non vedono troppo di buon occhio le modifiche allo status quo. A far da contorno giornalisti e giornali di prima e seconda grandezza. Anche questa volta ovviamente la manovra non dovrebbe passare dalle urne ma da linee interne. Sarebbe insomma la spinta “oggettiva” della situazione internazionale che porterebbe il Quirinale ad affidare il Paese ad un tecnico di fama e riconosciuta esperienza. Per il direttore del Foglio, il nome è già pronto ed è quello dell’attuale Presidente dell’INPS, Tito Boeri. Il quale in più di un’occasione ha dimostrato di non disdegnare di ricoprire un ruolo squisitamente politico. Sua, ai tempi del Jobs Act, la proposta alternativa che fu sponsorizzata dalla sinistra del PD, sue anche più recentemente alcune proposte, avanzate fra l’altro dalla poltrona di Presidente dell’INPS, sul dimezzamento dei vitalizi sopra gli 80mila euro, sul ricalcolo contributivo delle pensioni d’oro e sull’introduzione di un reddito minimo garantito per gli over 55. Fantapolitica? Solo in parte. Anche perchè è sotto gli occhi di tutti che un giorno si l’altro pure sono al lavoro contro il governo Renzi le stesse forze che sono state in prima linea contro Berlusconi per quasi vent’anni.
Come Berlusconi nel 2011?
Da più parti si sta cercando di sfruttare la situazione internazionale per far cadere il governo Renzi. A guidare le danze il trio Prodi, D’Alema, Letta. Pronto anche un nome di prestigio per fare la parte di Monti.

Lascia un commento