Ora che un sacco di esponenti della politica italiana, di primo piano e mezze tacche, si sono potuti fare belli gonfiando il petto e rivendicando una orgogliosa autonomia verso il presidente dei vescovi, Angelo Bagnasco, non ce la faccio a resistere alla tentazione di dire qualcosa di politicamente scorretto.
Il fatto che Monsignor Bagnasco abbia auspicato il voto segreto sulla legge per le Unioni Civili in discussione al Senato della Repubblica, non mi scandalizza per niente. E la scarica di reazioni indignate e offese mi fa piuttosto ridere.
Chi è veramente convinto della laicità dello Stato, non si lascia andare a reazioni semi-isteriche. Compostamente ringrazia le autorità religiose e risponde che, nel massimo rispetto delle opinioni di tutti, chi di dovere deciderà in modo da fare prevalere l’interesse generale. Come, appunto, ha fatto Renzi in maniera inappuntabile.
Le vostre reazioni smisurate, purtroppo, mettono in evidenza il nervo scoperto della degenerazione della vita parlamentare. E la vostra incommensurabile ipocrisia.
Quando dite “ Vogliamo che i parlamentari si assumano la responsabilità dei loro comportamenti” date prova di essere dei bravi gesuiti, non dei laici. Perché, in realtà, ciò che volete è un parlamento sotto controllo: militarizzato.
Senatori e deputati, grazie alle oscene leggi elettorali che avete approvato e a quelle che state approvando, vengono scelti dai vertici dei partiti. I presidenti dei due rami del parlamento, soprattutto al Senato, ove la maggioranza è risicata, impongono ad ogni piè sospinto, il voto palese. Davvero dobbiamo credere, come dite, che ciò avviene per permettere ai cittadini di giudicare? Ma smettetela, che c’è un limite a tutto, anche alla faccia di tolla! Lo fate per coartare quel po’ di coscienza che ancora qualcuno ha, mettendogli una paura matta di non essere riconfermato.
Il risultato è che nemmeno quel po’ di democrazia e di dibattito che sarebbe assicurato dal libero giudizio dei parlamentari può essere praticato. In queste condizioni, il voto segreto dovrebbe essere ampliato al massimo, non bandito, come è nelle vostre intenzioni.
Voi strumentalizzate le parole di Bagnasco per mantenere i gessi alla democrazia italiana. Vorreste costringerci, soprattutto noi laici, a guardare al dito piuttosto che alla luna.

La parte finale del post di Marzio, l’ultimo, è degna di nota. Solo quando Marzio accosta l’individuo di Palazzo Chigi a un insalataro, (ieri ha detto che quelli della sua generazione son cresciuti col motto di Aldo Biscardi del processo del Lunedi, per ribadire il suo esprit de finesse), in realtà il chioscaio di lampredotto gli si addice meglio, ma essendo il prodotto fin troppo raffinato per lui, direi che “pane e sugna” andrebbe ancora meglio.
Caro Nicola, votai per la prima volta nel 1964, come immagino tu, poiché alle politiche del 1963 avevo solo vent’anni. Da allora ho votato per tutti, dall’estrema destra, al centro, al semicentro, all’estrema sinistra, ed ogni volta ho manifestato il mio voto suscitando sorrisi per la mia incoerenza e le idee poco chiare, e sorridendo a mia volta di chi ha idee tanto chiare da dare per tutta la vita lo stesso voto alla stessa parte. Perché sono proprio costoro, i custodi di un’idea inamovibile, che in realtà fanno piroette nel segreto dell’urna e non possono quindi rivelare chi vorrebbero davvero eleggere e cosa votare tanta è la distanza verso chi ostentano preferenza. Ora mi chiedo, visto che ancora non si vota sotto minaccia, perché debba esistere questo salto della quaglia fra ciò che si dice di pensare e ciò che segretamente si pensa. Mi sembra che il voto segreto nelle cosiddette questioni di coscienza porti la nostra volontà a intrufolarsi sottobanco con la politica, e ciò non è un bene per la democrazia, perché le volontà diventano intimità e la somma di milioni di intimità secretate per una funzione pubblica crea uno spazio di incomprensione collettiva, di sbandamento e incoerenza. In conclusione si tratta di trovare in noi la forza di non essere condizionati. Le questioni di coscienza non dovrebbero essere sollevate, e se lo sono è per salvare capra e cavoli lasciando il quadro intatto. Se ad esempio nella fattispecie la quantità di senatori democratici in disaccordo sulle adozioni da parte delle coppie omo, esprimesse alla luce del sole le proprie scelte, finalmente quel bugliolo chiamato PD si spaccherebbe e si avrebbe un chiarimento politico davvero epocale, i cattolici ritornerebbero a fare i cattolici e i laici lascerebbero le finestre per scendere in strada. Invece il voto segreto darà dei contentini permettendo di non svuotare il bugliolo colmo fino all’orlo..
Caro Marzio,
mi collego alla conclusione del tuo intervento, cioè alla “patetica disputa del tempo che fu”. Nessuno, nemmeno io, sostiene che ci debba essere la regola indiscriminata del voto segreto. Mentre c’è chi sostiene, sbagliando, la regola indiscriminata del voto palese. Io penso che siano molto sagge le antiche democrazie che distinguono i casi nei quali è opportuno il voto segreto da quelli nei quali è preferibile il voto palese. Oggi, in Italia, mi guarderei molto da coloro che vorrebbero imporre non solo assemblee nominate dall’alto ma anche l’obbligo di esibire sempre il voto. Molti di costoro (lo sappiamo tutti per esperienza diretta) se richiesti di dichiarare per chi hanno votato alle ultime elezioni, si schermiscono affermando, appunto, che “il voto è segreto”!
Nicola, direi che la silenziosa militarizzazione della società è in atto da un pezzo, e certo non solo in Italia, e non si consideri il fatto una fantasia benevola di critici a oltranza. Non è un caso, come l’omicidio stradale dimostra, che ci si rifiuta a ripensare sotto il profilo giuridico il concetto di arma e dei suoi effetti che in epoca tecnologica vanno ben oltre gli effetti di una fucilata o di una rivoltellata. Qualsiasi automobile al cui acquisto siamo bombardati anche nel sonno, raggiunge i 200 km. orari. Non è questa un’arma? E perché basta avere una patente per acquistare questa arma, e non basta dimostrare di saper governare la raffica o il singolo colpo per acquistare una mitragliatrice?. E’ solo ipocrisia o ritardo della filosofia del diritto? A ciò si aggiunga che mentre la forza armata esercita una funzione sussidiaria e complementare alla militarizzazione strisciante della società, i cittadini armati solo della vuota libertà di chiacchierare, come ora sto facendo, devono accontentarsi della cosiddette garanzie costituzionali, dei bilanciamenti tra poteri ecc. Troppo poco, se pensiamo che i ribelli di Sherwood avevano archi, spade e lance per opporsi a chi li opprimeva con altrettanti archi, spade e lance. Questo era un vero bilanciamento, governati e governanti dovrebbero avere gli stessi mezzi di controllo reciproco costante, una volta ammesso che se la scelta elettiva non può essere abbandonata non si possono però nasconderne i limiti tecnici. Perché non vengono installate telecamere per pubblica visione in tutti i locali del Senato, della Camera, di Palazzo Chigi, del Quirinale, della Consulta, dei ministeri, dei tribunali, delle caserme ecc? Se la sfera privata in funzione pubblica, ma non solo, deve essere militarizzata e indagata in ogni pertugio che allora sia militarizzata e indagata radicalmente anche la sfera pubblica quando afferma di secretarsi per il bene della sua funzione pubblica, ma in realtà agisce per il proprio privato. In conclusione la questione del voto segreto è una patetica disputa tra gentiluomini del tempo che fu.
Caro Paolo,
io non me la sento proprio di contestare a Bagnasco di essere e fare Bagnasco. E non mi importa se parla a titolo personale o della Conferenza dei Vescovi italiani. E nemmeno se prova ad “ingerirsi”. Io mi aspetto dalla classe politica italiana che faccia la classe politica italiana e dal governo italiano che faccia il governo italiano. E quindi che respingano al mittente le ingerenze: le faccia la Chiesa, le Banche, i sindacati, la Finanza, l’Europa, l’America, etc. Questo è il primo punto che, come laico e tra laici, davo per scontato. Nell’artico mi premeva di mettere in risalto la levata di scudi contro il voto segreto che rappresenta un altro anello nella catena che già ha al suo attivo lo strazio della Costituzione e la nuova legge elettorale truffa. Di questo passo, se non bastasse, si passerà al controllo manu militari.
Sono d’accordo con Paolo, ma poiché la media delle facce dei parlamentari ci dicono tutto sulla loro qualità, in una fase di graduale falsificazione della democrazia il voto segreto dovrebbe essere applicato anche per decidere la carta igienica nei cessi del Parlamento. Tanto più che con crescente stizza l’individuo di Palazzo Chigi urla su tutto e a ogni piè sospinto “ Io non accetto lezioni da nessuno “. Rendiamoci conto della triste comica insita nel ricorso continuo a questa frase che ravvisa i sintomi di una precoce arteriosclerosi a poco più di quarant’anni. D’altra parte tutto converge non alla formazione ma all’emergere del partito della nazione, ossia il partito del qualunquismo nazionale, un po’ becero, un po’ buonista, un po’ furbo, il partito dei troietti e delle troiette, sempre esistito e da secoli vincente in Italia. A tutto vantaggio del bergoglismo, il cristianesimo fatto di mistica da bar, ciarlatana e ciabattona dove il vero Francesco d’Assisi ha finito per essere insaccato nel silenzio di tutti. E dove manifesta la sua amenità anche il falsissimo scontro su matrimoni gay e adozioni tra vetero cattolici e cattolicesimo borsistico, scontro che alla fine sarà ricomposto attraverso la ridistribuzione di ricchezza e prebende. O non è forse vero ad esempio che la ricchezza toscana deve tanto alle banche rosse ora in fallimento per aver elargito denaro a destra e a manca, contribuendo al camuffamento, ma non troppo, del cattocomunismo in cattoliberismo, dell’accoglienza buonista in filantropia mercantile, il percorso devastante dell’insalataro di Palazzo Chigi? Questa l’Italia, la patria dell’inimitabile falsificazione del nuovo.
Vedi caro Nicola, non mi convince fino in fondo questa tua spiegazione. Tranne per quel che riguarda i parlamentari usati come soldati dai partiti/clan. Ma dall’altro lato, nascondendosi dietro l’anonimato, non si fa un gran servizio. Se si parte dal principio che è una scelta non politica ma morale, è giusto che ogni parlamentare usi la propria testa e dissenta o meno con le linee guida del proprio partito, quello puo’ farlo anche non nascondendosi. Perché poi il destino di tanti italiani, che dovrebbero pagare le tasse, dovrebbe essere trasformata dallo Stato non laico, in questione morale, questo non ce lo spieghi. Quel che dice o non dice, suggerisce o non suggerisce, mormora o non mormora Bagnasco, non dovrebbe essere considerato a priori, tranne per i fedeli alla messa della domenica. Questo entrare continuamente a gamba tesa nelle questioni politiche e della società dovrebbe indignare un laico puro. Posso assicurarti che qui in Francia non sarebbe permesso che un religioso entrasse in politica durante un voto del parlamento, e questo indipendentemente dall’idea del religioso.
Forse non sarebbe il caso di finirla con i cattolici puri, quelli mascherati da laici, quelli che comunque in Italia ottengono favori e meriti se si dichiarano cattolici? Quando la fine del Concordato? Queste dovrebbero essere le preoccupazioni di un laico.