L’influenza della Chiesa, nel bene e nel male, sulla storia dell’Italia (e dell’Europa) è indiscutibile. Ogni popolo, ogni società, prende le mosse dalla sua storia; se la nostra storia, dunque, è influenzata dal Cattolicesimo, lo è anche la nostra società. Ciò prescinde da qualsiasi giudizio di merito; è una constatazione oggettiva, universalmente accettata. Ora, se l’intelaiatura culturale dell’Italia attinge a piene mani al Cattolicesimo, ne consegue che anche i simboli del Cattolicesimo sono simboli dell’Italia; o, più propriamente, sono appannaggio dell’Italia. Quindi avversare il crocifisso additandolo come “una violazione alla libertà religiosa” (sono parole della Corte) è, oltreché antistorico, antropologicamente scorretto. Sarebbe come avversare la Pasqua perché è una festa religiosa, e chiedere, in virtù di un supremo principio di laicità, che le vacanze di Pasqua vengano abolite. Sarebbe come avversare il Carnevale perché è una festa pagana. Lo stesso Paganesimo, infatti, è una religione (un complesso di religioni), e gli dèi pagani sono dèi a tutti gli effetti. L’albero di Natale, che appartiene a una tradizione pagana, non è per nulla più “laico” del presepe: esso, anticamente, celebrava dèi pagani, fedi pagane; ma pur sempre di dèi e di fedi si trattava. Tutto è religione, anzi la religione è in tutto. Affrancare la religione – prima che il Cattolicesimo – dal mos maiorum è, dunque, un assurdo. Non sarà certo togliendo i crocifissi dalle aule che si attuerà un siffatto intendimento. Si dovrebbero abolire tutti gli elementi della società laica che alludono o sono riconducibili al culto; ogni tradizione, costume o usanza che faccia riferimento alla religione. Quindi, in ultima analisi, si dovrebbe abolire la stessa società italiana.
Giulio Laroni

Sono in disaccordo con quanto lei esprime.
Aspettavo questa uscita sulle feste, sui decori, sul carnevale….ma non si sta parlando di eliminare tradizioni, né feste, né religioni, solo stabilire che in luogo pubblico come la scuola non é necessario che sia appeso il crocifisso. Basta, lo ripeto, guardare al di là delle proprie frontiere, cosa che nonostante la rapidita dei mezzi, la loro varietà, e i tempi assai ridotti, non pare essere ancora di grande aiuto.
La scuola, come edificio che accoglie una moltitudine di etnie e quindi di religioni, oltre al fatto che esistono persone che non appartengono a nessuna fede, deve garantire questa neutralità. Verso qualsiasi religione, nessuna esclusa. Se in Francia é vietato persino mettere il velo per le donne musulmane, ed é vietato qualsiasi altro simbolo religioso, questa buona regola di equidistanza tra Stato e Chiese dovrebbe valere anche in Italia, invece pare proprio che sia ancora il contrario.