La lite da cortile, in Tv, tra Lucia Annunziata e Miche Snatoro in un Paese normale non avrebbe guadagnato le prime pagine. Ma in Italia la TV pubblica è riserva di caccia della politica e i due protagonisti sono due tra i principali esponenti di quel giornalismo fazioso di sinistra che tanti danni ha provocato e provoca con la sua pretesa di essere non solo legittimo ma addirittura esemplare.
La lite in se ed il modo sguaiato di come si è sviluppata, quasi per esclusivo “merito” di Santoro, rivela tante cose.
La prima riguarda tutti: per anni, alla RAI, si è legittimato il giornalismo di parte affermandone l’inesorabilità. Poiché l’oggettività non esiste, si dice da taluni, meglio ricorrere a faziosità contrapposte. E’ un evidente imbroglio per affermare la concezione che la RAI appartiene ai partiti. Al contrario, in un servizio pubblico, gli operatori dell’informazione dovrebebro sforzarsi per approfondire, documentare, rendere completo il panorama informativo. E sarebbe venuto il momento di porre rimedio o, nell’impossibilità, di abolire il servizio pubblico affidato ad una azienda dello stato e pagata dai cittadini.
C’è poi un aspetto altrettanto importante della baruffa ad Annozero: Annunziata e Santoro, idem sentire politico, non esitano a mettere in piazza i panni sporchi, così come accade in tutta Italia dove ci si imbatte quasi in ogni regione e città in polemiche e fratture fra esponenti del PD.
Ad Annozero, addirittura, Santoro ha proceduto alla “fucilazione” in diretta TV della sua collega, di professione e di militanza politica, accusandola di intelligenza col nemico: “ vuoi acquisire benemerenze presso qualcuno?”.
Ricordiamo sommessamente che l’accusa di intelligenza col nemico, cioè di tradimento, è una costante dei regimi totalitari e ad essa fece abbondante ricorso Giuseppe Stalin, imitato senza risparmio da una schiera di suoi vassalli. Ma ricordiamo anche che alla fucilazione dei propri soldati e ufficiali ricorrono spesso gli eserciti che si trovano in grande difficoltà.
n.c.

Contraddicendo addirittura se stesso ,Santoro conferma e dimostra in diretta che certa TV pubblica è faziosa. Estremamente faziosa . Al punto da ridimensionare ( riducendolo ai minimi termini )anche anche l’evidente e dichiarato schieramento “alla Emilio Fede”. Ma non è questo il problema ( la faziosità),e non lo è neppure il declino di un qualche
esercito. Il guaio ,socialmente e culturalmente parlando, è che i nostri programmi televisivi ,passando da Santoro a Leherner e finendo alla Fattoria ed al Grande Fratello , lasciano così poco spazio alla vera informazione ed alla formazione personale ,da costituire un vero e proprio pericolo sociale. Per mantenere il quale dobbiamo anche pagare una tassa ,subdolamente chiamata “abbonamento” o canone (per non farci comprendere che – anche con questo -alimentiamo il nostro declino….)
Si capisce che ,in siffatte condizioni , le votazioni senza preferenze sono giustamente concepite a tutela della nostra sopravvenuta…incapacità di scelta !Semplificando al massimo le decisioni . Prosit !