
Il bilancio europeo non è una questione per addetti ai lavori. È il luogo in cui si capisce che idea di Europa vogliamo costruire e per questo dobbiamo prestarci attenzione tutti e tutte.
Perché dietro numeri, vincoli e trattative tra governi c’è una domanda molto concreta: l’Unione europea vuole limitarsi ad amministrare scarsità, oppure vuole darsi gli strumenti per affrontare le grandi sfide del nostro tempo?
Transizione ecologica, coesione sociale, industria, lavoro, ricerca, agricoltura, difesa comune, politiche migratorie, lotta alle disuguaglianze: tutto questo non può stare dentro un’Europa che predica ambizione e poi si ferma davanti ai vincoli di cassa.
Se l’Europa vuole essere solidale, autonoma e credibile, deve avere anche un bilancio all’altezza. Non bastano dichiarazioni solenni. Servono risorse comuni, investimenti, strumenti condivisi, capacità di proteggere territori e cittadini.
La vera sfida del bilancio UE 2028 è quella messa nero su bianco in questo contributo: scegliere se restare prigionieri di una logica contabile o fare un salto politico.
Enrico Rossi

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