
Purtroppo finì come non avrebbe dovuto. Le varie componenti socialiste, illudendosi che fosse sufficiente presentarsi agli elettori con una riedizione in sedicesimo di una loro riunificazione, snaturarono Bertinoro e Chianciano. Nell’errore caddero anche gli amici dell’Associazione per la Rosa nel Pugno; mentre noi prendemmo le distanze pur senza fare inutili polemiche.
Oggi dobbiamo riconoscere due cose. La prima, che il fallimento della Costituente che noi avremmo voluto laica, liberale e socialista, e che invece ebbe una caratterizzazione esclusivamente socialista, non fu dovuto solo a quell’errore. In misura forse maggiore contribuì la cinica volontà di annientare i socialisti mostrata dal PD di Veltroni che ai socialisti negò l’apparentamento elettorale concesso incredibilmente all’IDV di Di Pietro. La seconda, che oggi Lanfranco Turci da prova, con la lettera che pubblichiamo, di una grande onestà politica e intellettuale.
Grazie alle quali, crediamo, non mancheranno altri momenti di incontro.
N. C.

Ho sempre pensato che la RnP fosse morta all’indomani della sua nascita.
Lo scrissi già nel 2006 in numerosi articoli e ne parlai diffusamente anche a Capezzone (quello che oggi ha fatto il “salto del Quagliariello”).
Ma come potevano pensare di fare un nuovo “partito” senza sciogliere definitivamente Radicali e Sdi ? Hanno infatti mantenuto inalterate le strutture dei loro partiti e non hanno affatto lanciato un tesseramento comune.
E poi i Liberali ed i Socialisti non “sinistri” erano del tutto esclusi da quest’alleanza.
Tutta roba pannelliana e socialBurocratica (prepotentemente socialBurocratica e socialpappista alla Boselli, De Michelis e Nencini) che, come si è visto, non ha portato alcun progetto di ampio repiro in casa laica.
Penso sia più un bene che un male che questo “progetto” (ammesso che tale potesse definirsi, viste le premesse) sia definitivamente archiviato.
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