
Il collega Raffaele Romano ci tiene ad informarci che il PIL non dice quanto siamo ricchi. Ci dice anche che le famiglie si arricchiscono con i soldi che lo Stato, bontà sua, distribuisce. Cito:
“Bisogna capire che il PIL è una cosa e che i redditi per le famiglie e le imprese sono ben altro, infatti nelle tasche di ogni persona finisce solamente la redistribuzione che del PIL ne fa lo Stato.”
Inevitabilmente da qui si rotola fino a Gotti Tedeschi, l’indebitamento delle famiglie, la critica ai liberali. Il tutto perché, probabilmente per risparmiare spazio, non si è voluto direttamente passare ad una citazione più diretta della teoria sottostante, la MMT. La Modern Monetary Theory dice, appunto, che lo Stato crea ricchezza battendo moneta. Il resto è tutta una invenzione di qualche oscura lobby che ci vuole negare la possibilità di stampare la nostra via verso la ricchezza, con il primato della buona politica sulla cattiva economia.
In Economia è difficile stabilire in assoluto e in perpetuo chi abbia ragione, per fortuna è facilissimo stabilire chi abbia torto. Chi crede di poter creare cose dal nulla ha chiaramente torto. No, se domani lo Zambia raddoppiasse la propria massa monetaria non diventerebbe il doppio più ricco. Ce ne siamo accorti pure noi con gli stimoli Covid. Non siamo diventati meno poveri grazie alle elargizione di Conte. Le abbiamo, invece, pagate con l’inflazione, la stagnazione economica e il debito pubblico.
Davvero, non esiste una prova migliore degli ultimi tre anni: quattro trilioni di dollari stampati kin occidente e una inflazione galoppante fermata, a fatica, inducendo una recessione idiota, ma necessaria. Se fosse vero che il PIL è una variabile inutile, che solo stampando si diventa ricchi avremmo avuto un boom di crescita e di felicità come non se ne vedevano da 70 anni. Quello che abbiamo visto è, invece, un Occidente in difficoltà, una Cina che sta rischiando il default e un terzo mondo che ha arrestato la sua lunga marcia fuori dalla povertà.
Eppure mai come negli ultimi tre anni lo Stato ha redistribuito fregandosene del PIL. “Eh, ma lo ha fatto a debito” risponderanno gli MMTiers. Lo fanno sempre. Stranamente dove non adottano queste soluzioni, e stampano valuta senza controgaranzie, si pensi a Turchia, Argentina e Venezuela, non sono tutti miliardari. “Eh, ma è un complotto del FMI per farli rimanere poveri”. È dai tempi dell’URSS che l’Occidente attua questi cervellotici complotti per ottenere magie tipo che un oggetto, una volta lanciato, precipiti verso terra invece di volare. Capita con palline, monete e asini. Soprattutto gli asini si rifiutano di volare. Per qualcuno sono tutti oscuri complotti. Per altri sono leggi fisiche.
L’Economia non ha la precisione della fisica, ma finora “stampa che ti passa” non ha mai funzionato. Al massimo ha spostato i problemi nel tempo (vedasi il Whatever it takes di Draghi). Ma spostare i problemi li ingigantisce. Si veda, sempre come esempio, l’inflazione europea rispetto a quella USA. Per concludere, quindi, sì, il PIL misura la capacità produttiva di una nazione. Che è l’unica cosa che, economicamente conti. Lo Stato può redistribuire solo due cose: ciò che viene prodotto o pezzi di carta con un valore nominale immaginario. Chi vi dice che ciò che producete non misura la vostra la ricchezza finisce per ricadere, presto o tardi, nella seconda categoria.
Luca Rampazzo

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