• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“Chiù PIL pe tutti”…

In Economia è difficile stabilire in assoluto e in perpetuo chi abbia ragione, per fortuna è facilissimo stabilire chi abbia torto. Chi crede di poter creare cose dal nulla ha chiaramente torto. No, se domani lo Zambia raddoppiasse la propria massa monetaria non diventerebbe il doppio più ricco. Ce ne siamo accorti pure noi con gli stimoli Covid. Non siamo diventati meno poveri grazie alle elargizione di Conte. Le abbiamo, invece, pagate con l’inflazione, la stagnazione economica e il debito pubblico.

di Luca Rampazzo | 18 Settembre 2023

Il collega Raffaele Romano ci tiene ad informarci che il PIL non dice quanto siamo ricchi. Ci dice anche che le famiglie si arricchiscono con i soldi che lo Stato, bontà sua, distribuisce. Cito:

“Bisogna capire che il PIL è una cosa e che i redditi per le famiglie e le imprese sono ben altro, infatti nelle tasche di ogni persona finisce solamente la redistribuzione che del PIL ne fa lo Stato.”

Inevitabilmente da qui si rotola fino a Gotti Tedeschi, l’indebitamento delle famiglie, la critica ai liberali. Il tutto perché, probabilmente per risparmiare spazio, non si è voluto direttamente passare ad una citazione più diretta della teoria sottostante, la MMT. La Modern Monetary Theory dice, appunto, che lo Stato crea ricchezza battendo moneta. Il resto è tutta una invenzione di qualche oscura lobby che ci vuole negare la possibilità di stampare la nostra via verso la ricchezza, con il primato della buona politica sulla cattiva economia.

In Economia è difficile stabilire in assoluto e in perpetuo chi abbia ragione, per fortuna è facilissimo stabilire chi abbia torto. Chi crede di poter creare cose dal nulla ha chiaramente torto. No, se domani lo Zambia raddoppiasse la propria massa monetaria non diventerebbe il doppio più ricco. Ce ne siamo accorti pure noi con gli stimoli Covid. Non siamo diventati meno poveri grazie alle elargizione di Conte. Le abbiamo, invece, pagate con l’inflazione, la stagnazione economica e il debito pubblico.

Davvero, non esiste una prova migliore degli ultimi tre anni: quattro trilioni di dollari stampati kin occidente e una inflazione galoppante fermata, a fatica, inducendo una recessione idiota, ma necessaria. Se fosse vero che il PIL è una variabile inutile, che solo stampando si diventa ricchi avremmo avuto un boom di crescita e di felicità come non se ne vedevano da 70 anni. Quello che abbiamo visto è, invece, un Occidente in difficoltà, una Cina che sta rischiando il default e un terzo mondo che ha arrestato la sua lunga marcia fuori dalla povertà.

Eppure mai come negli ultimi tre anni lo Stato ha redistribuito fregandosene del PIL. “Eh, ma lo ha fatto a debito” risponderanno gli MMTiers. Lo fanno sempre. Stranamente dove non adottano queste soluzioni, e stampano valuta senza controgaranzie, si pensi a Turchia, Argentina e Venezuela, non sono tutti miliardari. “Eh, ma è un complotto del FMI per farli rimanere poveri”. È dai tempi dell’URSS che l’Occidente attua questi cervellotici complotti per ottenere magie tipo che un oggetto, una volta lanciato, precipiti verso terra invece di volare. Capita con palline, monete e asini. Soprattutto gli asini si rifiutano di volare. Per qualcuno sono tutti oscuri complotti. Per altri sono leggi fisiche.

L’Economia non ha la precisione della fisica, ma finora “stampa che ti passa” non ha mai funzionato. Al massimo ha spostato i problemi nel tempo (vedasi il Whatever it takes di Draghi). Ma spostare i problemi li ingigantisce. Si veda, sempre come esempio, l’inflazione europea rispetto a quella USA. Per concludere, quindi, sì, il PIL misura la capacità produttiva di una nazione. Che è l’unica cosa che, economicamente conti. Lo Stato può redistribuire solo due cose: ciò che viene prodotto o pezzi di carta con un valore nominale immaginario. Chi vi dice che ciò che producete non misura la vostra la ricchezza finisce per ricadere, presto o tardi, nella seconda categoria.

Luca Rampazzo 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, cina, conti, debito pubblico, draghi, fmi, Liberali, massa, mondo, nazione, recessione, soldi, usa

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti