Di rado è stato così difficile azzardare previsioni sulle elezioni amministrative. I sondaggi per quasi tutti le città, salvo Milano, sono espliciti e può anche darsi che questa volta vedano giusto. Ma non è questo il problema. E’ il disinteresse, la disaffezione, l’assenza di qualsiasi vera convinzione a caratterizzare l’animo generale dei cittadini. In tal senso Matteo Renzi ha vinto e perso. Ha vinto intuendo e assecondando l’indifferenza, che forse gli risultava dai sondaggi a lui sfavorevoli.
E ha perso perché , a forza di incoraggiare l’astensionismo, finirà per esserne la prima vittima.
Difficilmente infatti vincerà il Sì al Referendum di ottobre se l’affluenza sarà bassa.
Ed è presto detto il motivo: per il NO andranno a votare quasi sicuramente i quindici milioni del referendum sulle trivelle , a lui disubbidienti, ai quali vanno aggiunti coloro che si sentivano poco interessati al problema o perché ,abitando in altre regioni lo consideravano secondario o perché tv e giornali non li avevano per niente informati e sensibilizzati.
Si calcola quindi che ad ottobre Matteo Renzi dovrà spingere almeno venti milioni di elettori a votare la sua Costituzione; e questo, nonostante il fatto che solo il 4 per cento degli italiani la ritenga una priorità .
Certo, di aficionados e di fans di Barbara D’Urso e di Giletti, ce ne sono un gran numero, e se il premier sarà riuscito a spiegar loro i mille vantaggi personali che ricaveranno dal mandare al senato dei sindaci e dei consiglieri regionali selezionati dal partito, invece di persone elette dal popolo, bè, non si potrà che dire “chapeau”, e iniziare a pregare per il nostro futuro.
Ma se un’altra bella giornata di sole, o di voglia d’evasione lascerà il destino del Paese nelle mani di tutti coloro che Renzi ha sfidato, indispettito, amareggiato o umiliato, lui alla fine non potrà che consolarsi con il risaputo proverbio:” Chi è causa del suo mal pianga sè stesso” , oppure con la più originale massima di Andreotti, uno che di potere s’intendeva : “Tutti i nemici che ti sei fatto mentre stavi salendo, sono gli stessi che finirai per trovare quando scenderai”.

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