La Sinistra Democratica vive una fase molto turbolenta e di indecisione mentre la c.d. Costituente-PS è risultata, se non ci sarà un serio correttivo, l’ennesimo partitino costruito a tavolino di cui gli italiani non hanno bisogno.
Sui limiti e gli errori ho già scritto, dal non aver tenuto minimamente conto dell’esigenza del rinnovo generazionale né delle aspettative di un soggetto più ampio, con laici e liberali, come ipotizzato a Bertinoro.
A fronte di questi errori e limiti è subito il caso, per noi socialisti, per i laici, liberali e repubblicani di guardare oltre e dunque di fare un’agenda politica sul da farsi non volendo riconoscere a quanto successo il 5/6 ottobre alcuna esclusività.
Propongo per primo di dar vita, attraverso un sito di area, ad un sondaggio, una informale consultazione, per chiedere quelle che sono state definite le “primarie non primarie”, ma che comunque, pur atipich e, hanno una profonda valenza di partecipazione politica.
È una proposta di spingere dal basso un processo che non vogliamo che si areni sulle sabbie di una pretesa unificazione, più mediatica che di consistenza numerica, di partiti, partitini e partiti cartolari mettendo già ai voti (e lo ripeto che è in modo informale) in primo luogo la possibile adesione, o solo l’attenzione, a quello che definiremo per brevità il “Partito che manca agli Italiani”, un soggetto laico liberale e socialista, come ipotizzato a Bertinoro e non altro.
Mettere ai voti se lo si vuole in forma unitaria oppure in una qualche forma di federazione tra un soggetto socialista da un lato e dall’altro con singole/i, associazioni e partiti che si ricollegano alla cultura laica e liberale.
Mettere ai voti se si vogliono le “primarie non primarie” aperte a tutti, che non c’è nulla di blasfemo se risulteranno come quelle già fatte dal PD, significando a Bosell i ed altri che non hanno avuto coraggio politico e si sono n! ascosti dietro la scusa che non si deve imitare il PD.
In ultimo già pronunciarsi sulla costituzione di un comitato organizzativo delle “primarie non primarie” e, su un tema di bruciante attualità, sulla uscita o meno dal governo Prodi.
Gino Di Maro

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