
Siamo solo al primo capitolo di un’inchiesta che, considerata l’ampiezza del fenomeno, si dipanera’ in guisa di un lungo romanzo degli orrori (urbanistici).
E, come da lunga tradizione, nulla verrà risparmiato nell’edizione a puntate sulla stampa.
È pensabile che Sala (che aveva già rivelato la sua fragilità psicologica nel lontano dicembre 2016, quando si autosospese da Sindaco perché indagato in una vicenda Expo infinitamente minore rispetto alla presente) riesca a reggere una pressione di questo tipo?
Al primo schiaffone preso è già lì che barcolla e piagnucola.
Chi può credere che resista agli altri che arriveranno che, peraltro, potrebbero essere più micidiali?
E all’angolo non è che abbia dei secondi dotati di maggior tenuta.
In primis il PD. Che ha nel giustizialismo una sua matrice fondativa, checché vada cianciando di un garantismo che non gli è mai appartenuto se non in chiave autotutelativa (e nemmeno sempre, considerate certe rese dei conti).
Presto o tardi getteranno la spugna “per lo stesso bene di Beppe”.
Non c’è che da attendere.
Purtroppo è ancora una volta la magistratura a dettare i tempi di una vicenda che avrebbe dovuto essere affrontata, e per tempo, dalla politica.
Che, invece, ha fatto finta di nulla davanti ai danni devastanti che ha prodotto una deregulation urbanistica lasciata, per anni, totalmente nelle mani di una conventicola di amichetti tutti in conflitto di interessi.
Siamo solo al primo capitolo di un’inchiesta che, considerata l’ampiezza del fenomeno, si dipanera’ in guisa di un lungo romanzo degli orrori (urbanistici).
E, come da lunga tradizione, nulla verrà risparmiato nell’edizione a puntate sulla stampa.
È pensabile che Sala (che aveva già rivelatola sua fragilità psicologica nel lontano dicembre 2016, quando si autosospese da Sindaco perché indagato in una vicenda Expo infinitamente minore rispetto alla presente) riesca a reggere una pressione di questo tipo?
Al primo schiaffone preso è già lì che barcolla e piagnucola.
Chi può credere che resista agli altri che arriveranno che, peraltro, potrebbero essere più micidiali?
E all’angolo non è che abbia dei secondi dotati di maggior tenuta.
In primis il PD. Che ha nel giustizialismo una sua matrice fondativa, checché vada cianciando di un garantismo che non gli è mai appartenuto se non in chiave autotutelativa (e nemmeno sempre, considerate certe rese dei conti).
Presto o tardi getteranno la spugna “per lo stesso bene di Beppe”.
Non c’è che da attendere.
Purtroppo è ancora una volta la magistratura a dettare i tempi di una vicenda che avrebbe dovuto essere affrontata, e per tempo, dalla politica.
Che, invece, ha fatto finta di nulla davanti ai danni devastanti che ha prodotto una deregulation urbanistica lasciata, per anni, totalmente nelle mani di una conventicola di amichetti tutti in conflitto di interessi.
Pare di ogni evidenza che questa amministrazione sia giunta al capolinea.
A quanto sembra l’intendimento è quello di asserragliarsi nell’autobus e rifiutarsi di scendere.
Ma non potrà durare a lungo.
E non è questione di avvisi di garanzia e di arresti domiciliari.
Ma di un fallimento conclamato e sotto gli occhi dell’intera città.
Sala farebbe bene a rifletterci sopra.
Comunque verrà ricordato come un Sindaco scadente (per taluni pernicioso).
Gli conviene accumulare ulteriore discredito?
Una cosa è certa. Non finisce qui. E non finisce bene.
Stefano Pillitteri

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