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Chi si assomiglia si piglia

Gli ingenui si sono meravigliati, all’inizio. Abbagliati da ciò che Lega e 5Stelle dicevano, non avevano considerato quello che erano entrambi. In primo luogo, irresistibilmente attratti dal potere: per non averlo mai avuto, i grillini; per esserne da troppo tempo lontani, i leghisti.

di Nicola Cariglia | 26 Novembre 2018

Ora che sono innegabili le difficoltà di questo governo pappagallo (mi riferisco ai colori giallo e verde), lo dicono tutti: “era evidente che Lega e 5 Stelle erano totalmente diversi. Basta vedere quanto polemizzavano tra loro in campagna elettorale”. Il sottinteso, truffaldino, è che Di Maio e Salvini si sarebbero accordati perché preoccupati dell’interesse supremo del Paese.  Insomma, si sarebbero sacrificati a formare il governo. Ci sono stati spinti a forza.

Ma quando mai? Di possibilità ce ne erano almeno altre due: un governo minoritario di centrodestra, che non avrebbe avuto difficoltà a trovare strada facendo i voti per tirare avanti, se non altro per il timore dei deputati e senatori di dovere tornare a casa subito dopo essere stati eletti. E, seconda possibilità, un governo 5Stelle PD. E’ vero che contro questa ipotesi si era pronunciato Matteo Renzi. Ma è altrettanto vero che per molti la presa di posizione di Renzi  fu una liberazione. Era il via libera al governo pentaleghista, e il lavacro di tutte le coscienze, se mai ce ne fossero: “via obbligata, che ci possiamo fare”?

Ed è stato così, “per il bene del Paese” che 5Stelle e Lega hanno dato vita al governo più scombinato di tutta la storia repubblicana. Il “contratto di governo” è stata la formula miracolosa, la trovata per conciliare ciò che non era conciliabile, vale a dire due programmi opposti, tanto che in campagna elettorale Di Maio e Salvini si erano affrontati come nessun altro, con toni il più delle volte oltre i limiti dell’offesa.

Gli ingenui si sono meravigliati, all’inizio. Abbagliati da ciò che Lega e 5Stelle dicevano, non avevano considerato quello che erano entrambi. In primo luogo, irresistibilmente attratti dal potere: per non averlo mai avuto, i grillini; per esserne da troppo tempo lontani, i leghisti.  In secondo luogo per avere lo stesso concetto di democrazia: tendente all’autoritarismo e poco incline al rispetto del sistema dei pesi e contrappesi e, dunque, delle autorità indipendenti dai governi che ne limitano ogni straripamento nell’arbitrio. Spesso si assomigliano anche quando paiono contrapporsi, come quando hanno inscenato una quadriglia con la sospensione della prescrizione voluta dal ministro Bonafede ed il decreto sicurezza voluto da Salvini. Hanno fatto finta, per un po’, di essere scontenti gli uni di ciò che stava a cuore all’altro e viceversa. Come se entrambi i provvedimenti, così come scritti, non fossero figli della stessa mentalità autoritaria e giustizialista.

Ciò che è chiaro è che due mezzi programmi non fanno un programma. Nel contratto di governo Di Maio e Salvini hanno messo ciascuno metà del proprio, per piantare ciascuno qualche bandierina. Peccato che manchi la coerenza e la visione. Per cui, ai disastri dell’uno si sommano i disastri dell’altro. Ma il potere è collante a prova di qualsiasi lite da cortile. Lo si vede confrontando la rapidità e rapacità che dimostrano ad ogni spartizione, contrapposta alle lentezze di tutti gli altri provvedimenti.  Per cui dureranno abbastanza per costringere chi verrà dopo di loro a ripartire dalle macerie. Economiche ed anche politiche.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: 5 stelle, campagna elettorale, democrazia, governo, lega, matteo renzi, pd, provvedimenti, renzi

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. LAZZERINI

    27 Novembre 2018 alle 09:17

    Nicola, analisi perfetta.

    Rispondi
  2. nn

    27 Novembre 2018 alle 09:13

    nn

    Rispondi

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