L’Italia deve ottenere più tempi per il rientro dal debito, come è stato accordato a Francia e Spagna. Senza un intervento incisivo e consistente rischiamo di non agganciare la ripresa.
Il Centro Studi di Confindustria ha rivisto a ribasso di mezzo punto la sua previsione di crescita del nostro Pil per il 2014. Dobbiamo accontentarci di un risicato +0,2%. E’ necessario accelerare sul pagamento dei crediti alle imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione, che sono in forte ritardo rispetto ai 68 miliardi previsti. Confindustria dice che bisogna accelerare sugli investimenti e, a tale proposito, vanno utilizzati tutti i fondi dell’Unione Europea, senza calcolare il cofinanziamento del 50% a carico nostro sul tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil. Chi si accontenta gode e questo è probabilmente quello che sarà ottenuto dall’Italia dal vertice in corso. Tra l’altro, detto per inciso, quando l’economia è in deflazione il tetto del 3% per il deficit non serve a niente. Le discussioni al vertice di Bruxelles sono aria fritta, è tempo di smettere di prendere in giro i cittadini europei e, in particolare, quelli dei Paesi mediterranei e soprattutto i nostri concittadini. Come ho detto più volte, l’Italia deve ottenere più tempi per il rientro dal debito, come è stato accordato a Francia e Spagna. Senza un intervento incisivo e consistente rischiamo di non agganciare la ripresa o di avere una crescita che non permette la sostenibilità dei nostri conti e, soprattutto, la possibilità di migliorare il debito pubblico. A Bruxelles, probabilmente, sarà raggiunto un compromesso su un documento che non allenta i parametri ma che garantisce solo una maggiore flessibilità sulla base di una loro interpretazione. La grande alleanza tra Francia, Spagna, Italia e la gran parte dei Paesi europei sta per partorire un ridicolo topolino.”

Lascia un commento