I due Presidenti, Pertini e Saragat, pur essendo uomini di sinistra, mai avrebbero consentito un golpe contro un governo votato dal Popolo italiano.

A svelare i segreti del golpe tramato da Angela Merkel e Barack Obama contro Berlusconi, è Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, il quale afferma che al “G20 di Cannes”, del 3 e 4 novembre 2011 si è parlato di destituire Berlusconi e mettere l’Italia, in forte crisi economica, sotto tutela del Fondo Monetario Internazionale. A volere tutto ciò sono stati i colossi finanziari.
Berlusconi riuscì a resistere alle fortissime pressioni dei paesi del G20 favorevoli al regime di austerità amministrativa e l’Italia sotto la tutela del FMI, atteso il clima politico abbastanza pesante per il tradimento di Fini, gli attacchi di Bersani, il disfacimento della Confindustria di Emma Marcegaglia e il livore del presidente francese Sarkozy che osò dire a un ministro italiano che bisognava staccare la spina a Berlusconi per salvare l’Italia.
Berlusconi sostenne, in quella riunione del G20, che l’Italia, per i suoi meriti storici, non poteva essere commissariata. La lotta condotta da Berlusconi per difendere la sovranità nazionale fu volutamente ignorata dal Presidente Giorgio Napolitano, che sin dal giugno 2011 allertò Mario Monti a tenersi pronto per succedere a Berlusconi. Si può ben comprendere chi ha definito Napolitano il peggiore presidente della Repubblica Italiana.
I due Presidenti, Pertini e Saragat, pur essendo uomini di sinistra, mai avrebbero consentito un golpe contro un governo votato dal Popolo italiano.
L’ex segretario del Tesoro americano Tim Geithner ha scritto, in un suo libro, del complotto europeo per rimuovere dalla scena politica Berlusconi. Egli sostiene che al G20 furono esercitate pressioni per negare il prestito a Berlusconi e non per farglielo accettare, come sosterrebbe Zapatero.
L’Unione Europea sostiene che non c’è stato alcun golpe per destituire Berlusconi, che si è dimesso quando non ha più avuto la maggioranza in Parlamento. Si dimentica però che Berlusconi si dimette dopo l’approvazione in Parlamento della Legge di stabilità.
La conferma del golpe è nell’azione politica di Mario Monti, nominato Senatore a vita senza parlare dei suoi meriti per tale riconoscimento. Poi è incomprensibilmente incaricato per formare un governo di tecnici. Sarebbe interessante conoscere le ragioni di preferire il Prof. Monti a Fini che si aspettava un premio, peraltro pure promesso dalla sinistra e altri poteri forti per aver tradito e abbandonato Berlusconi.
Monti, però, era stato segnalato dalla Signora Merkel alla quale nessuno avrebbe osato opporsi. Anche il comportamento reverenziale di Matteo Renzi nei confronti del cancelliere di ferro desta grande meraviglia tra i cittadini Italiani.
Mario Monti fu scelto, per succedere a Berlusconi, perché a Bruxelles erano sicuri che Monti sia stato pronto a imporre agli Italiani le rigide politiche di austerity dopo essersi assicurato tutte le agiatezze e tutti i privilegi dei senatori.
Se ce ne fosse ancora bisogno di altre notizie sul golpe che destituì Berlusconi, basti conoscere i rinvii a giudizio, da parte della Procura di Trani, di manager e analisti delle agenzie di rating per il reato di manipolazione del mercato e destabilizzazione dell’immagine, dell’Italia sugli affidamenti creditizi verso i mercati finanziari nazionali e internazionali.
E’ facile, infine, capire l’interesse di Merkel e Obama a far fuori Berlusconi, il grande amico di Putin e Gheddafi.
L’Italia è nei guai e Matteo Renzi non riuscirà a salvarla perché l’Italia è ancora controllata dai poteri forti annidati nelle Istituzioni, nel Potere legislativo e nella Magistratura.

Lascia un commento