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Che l’Italia istituzionale mantenga i nervi saldi
LE LITI DA CORTILE NON SERVONO A NULLA

La maggioranza di governo deve riprendere l’iniziativa riformista.Di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 12 Ottobre 2009

L’Italia della gente normale mantiene i nervi a posto, anche se bombardata da una comunicazione che parla di crisi, disastri e dissolvimento istituzionale. Forse anche l’Italia istituzionale farebbe bene a controllare i nervi, parlando con parole nette, univoche, non indirizzate a riempire il vuoto d’idee e di riforme. Lo spettacolo che abbiamo davanti agli occhi, insomma, non è edificante.

Tenere i nervi a posto non significa tacere, prestandosi ad una pericolosa omertà. Denunciai, in occasione delle ultime due designazioni del presidente della Corte Costituzionale, un evidente e scandalosa violazione della Costituzione.

E’ dall’inizio degli anni novanta (non a caso dall’inizio del disfacimento istituzionale) che è invalso l’uso d’eleggere presidente il più anziano per nomina, vale a dire quello che lo farà per meno tempo. In questo modo si sanciscono due principi: a. anche nella più alta Corte si fa carriera per anzianità, come in tutto il resto della scassata ed inefficiente magistratura; b. i presidenti diventano numerosi, e con l’allungarsi della vita media gli ex si moltiplicano, assieme ai costi. Due cattivi esempi, in un colpo solo.

Ora vi faccio entrare in una ristrettissima élite, comprendente i pochissimi che la Costituzione l’hanno letta e non ne cianciano a vanvera. Articolo 135, quinto comma: “La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile …”. Dal che deriva che la Corte Costituzionale si comporta in modo incostituzionale. Fatto di una certa gravità.

Se la politica funzionasse avrebbe sollevato il problema per tempo, non scatenando guerre dopo una sentenza che, nel bene e nel male, oramai è un dato ineludibile. Affinché la politica non si trasformi in una lite da cortile occorre che i protagonisti sappiano prevedere e provvedere. Il caso che ho citato (ed è solo uno) rappresenta un esempio di come e su cosa si sarebbe potuta fare una battaglia a favore del diritto e della Costituzione, mettendo in mora un consesso che ha deragliato. Invece su queste cose si tace, magari pensando che una mano lava l’altra, favorendo la chiusura autoreferenziale, che non è il trionfo dell’autonomia, ma della rozzezza e dell’egoismo. Poi, a che serve strepitare per i risultati?

La maggioranza di governo, qui ed oggi, riprenda l’iniziativa riformista. Le cose giuste da farsi, in tema di giustizia, sono talmente tante che è quasi più difficile sbagliare che indovinare. Si muova avendo in mente i tantissimi italiani che soffrono l’assenza di giustizia, prenda a riferimento non i casi singoli, ma i numeri di uno sfascio che ci espone al pubblico ed internazionale ludibrio. Da quelli tragga forza per battere le resistenze corporative, portando risultati tangibili, accorciando i tempi incivili dei nostri tribunali, portando i colpevoli a scontare le pene. Vedrete che, a quel punto, non sarà difficile dire che, uscendo da una situazione patologica, che si trascina da diciassette anni e che ha radici ancora più vecchie, si può anche cancellare il passato, in cambio di un presente accettabile. La guerra senza riforme, i nervi tesi senza muscoli per cambiare le cose, servono solo a protrarre un’inutile fibrillazione. Con il cuore del Pese oramai assai provato.

Davide Giacalone – Pubblicato da Il Tempo

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

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