Come fa dopo 15 anni di dominio nel MPS a tirarsi fuori e far finta di niente? Gli errori determinanti: voler mantenere il controllo tramite la Fondazione e l’acquisto di Banca 121 (e del suo direttore…).

Premesso che a questo punto deve essere fatto ogni sforzo e deve essere percorsa ogni possibile strada per salvare la Banca, i suoi clienti ed i suoi oltre trentamila dipendenti e che l’attuale direzione, Profumo e Viola, merita la più ampia considerazione per la capacità, la serietà e l’indipendenza con cui stanno lavorando, non possiamo non cercare di capire che cosa è avvenuto e come è stato possibile che la più antica, la più solida banca italiana, portata ad esempio in tutto il mondo, si sia ritrovata in questo modo in mezzo alla bufera. In questi giorni si fanno molti commenti e si sentono le più disparate accuse ed anche le più infantili giustificazioni. Si dice, da qualche parte, che la colpa è del localismo che per altri versi è considerato una risorsa, che è la legge sulle fondazioni che è stata sbagliata oppure che tutto il problema è dei derivati, che le banche comunque non vanno bene e così via. Tutte generalizzazioni che non aiutano a capire il problema che ha invece delle sue specificità ed anche delle sue precise responsabilità politiche e personali.
Cerchiamo di partire da un punto che è quello di svolta : la legge sulle fondazioni bancarie della prima metà degli anni novanta. E’ in quel momento che il Monte dei Paschi, Istituto di diritto pubblico con il Consiglio d’Amministrazione nominato in parte dal Ministero del Tesoro ed in parte dagli Enti Locali, diventa di proprietà della Fondazione le cui nomine sono di competenza prevalente di Comune e Provincia e dunque in questo caso del partito di maggioranza che a Siena è solidamente il PDS poi diventato DS e con l’aggiunta della Margherita l’attuale PD. Questo avviene in tutte le Banche italiane con le più diverse situazioni locali ma mentre altrove iniziano, come peraltro doveva essere, delle fasi di privatizzazioni reali e di accorpamenti e fusioni che annacquano e spengono di fatto il potere delle Fondazioni nel caso Monte Paschi questo non avviene. La Fondazione, ed il partito che gli sta dietro, cerca di mantenere il controllo della Banca e per questo rinuncia tra l’altro all’operazione con la BNL che avrebbe portato alla costituzione di un grande e solido gruppo bancario. Successivamente, questo è ormai un giudizio ampiamente condiviso e di cui si è parlato molto in questi giorni, il Monte dei Paschi, per mantenere questa linea, si trova costretto in qualche modo all’operazione Antonveneta, costosa ecc. e con tutte le ripercussioni del caso ormai ben note. E’ del tutto evidente che l’avere voluto per forza ed in modo ostinato mantenere il controllo politico sulla Banca si è rivelato estremamente dannoso sul piano di una gestione efficiente e corretta della stessa. D’altro canto il sistema di potere messo in piedi anche all’interno dell’azienda ed anche attraverso le numerose società a capitale misto create, il denaro fatto scorrere a fiumi ecc. hanno avuto un ritorno politico notevole.
Un altro aspetto da non trascurare e che ha inciso profondamente nella vicenda Monte Paschi è l’acquisto alla fine degli anni 90 della Banca 121 ex Banca del Salento. Non solo anche questo si rivela un acquisto completamente sbagliato, la 121 è strapagata e non vale niente, ma caso unico nel genere il Direttore Generale della banca acquistata, De Bustis, uomo notoriamente vicino a D’Alema. diventa Direttore Generale della banca acquirente. Con De Bustis vengono scardinati molti fondamenti organizzattivi e gestionali che avevano comunque rappresentato la forza della banca e comincia la fase della finanza creativa e della ricerca del risultato di breve termine che produce premi e benefit per il management senza alcun merito. L’intreccio di tutti questi aspetti da luogo ad una combinazione perversa di effetti i cui risultati sono chiaramente visibili oggi.
Ora, tutti questi punti potrebbero essere approfonditi ad uno ad uno ed essere oggetto di un ampio dibattito tanto il caso è per molti aspetti esemplare, quasi da manuale. Ci fermiamo qui, diciamo solo una cosa, come fa il partito che è stato dietro a tutto questo e che ha mandato i suoi uomini ad occupare tutta una serie di posizioni di potere, traendone benefici di ogni genere, che ha preso in mano una banca considerata un vero e proprio gioiello ed in quindici anni l’ha ridotta così, a tirarsi fuori ed a far finta di niente ? Come fa a non accennare ad una pur minima autocritica se non altro perchè tutta questa brutta e tristissima storia serva da esempio e da insegnamento ?

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