
L’operazione era partita in gran spolvero: conferenza stampa e nuovo simbolo, subito depositato.
Renzi era scattato verso le europee, sorprendendo un po tutti, soprattutto Calenda. Ma poi si era fermato tutto, tranne l’inevitabile rottura con Calenda e la divisione dei rispettivi gruppi parlamentari.
A Renzi aveva risposto Letizia Moratti reduce dalla pesante sconfitta in Lombardia. L’ex sindaco si proponeva come leader di un nuovo movimento, anch’esso di centro. Poi silenzio, rotto soltanto da una sua adesione a Forza Italia.
Dopo Renzi e la Moratti aveva fatto capolino il sempre giovane Mastella che rivendicava di essere lui il centro”. Lo seguiva, come portatore dei voti del Sud, il sindaco di Taormina De Luca che addirittura si candidava a Monza nel seggio lasciato libero da Berlusconi, beccandosi una sonora sconfitta.
Ed ecco apparire anche Rotondi che dava vita ad una nuova Democrazia Cristiana. Anche lui al “centro” In questo giro di walzer. Noi Moderati di Lupi e Toti si dava una struttura di partito. Sempre al “centro”. Ma Tajani non poteva accettare tutto questo: “il “centro” siamo noi , è Forza Italia” tuonava e intanto faceva campagna acquisti. Dopo la Moratti aderiva Gabriele Albertini.
Non poteva mancare Calenda che con la Bonino riparlava di un sinistra centro.
Il Natale è vicino.
Forse sarà Babbo Natale a sciogliere i nodi.
Roberto Caputo

Ma il centro non e’ mai esistito, la DC non fu centro, ma solo anche centro. Il centro normalmente, nella tradizione e’ rappresentato dai ‘liberali’ o anche ‘liberal democratici’ che esprimono valori laici e di libero mercato. In Italia questo siffatto centro nel 19 favori l’ascesa di Mussolini e si schiaccio’ sulla monarchia. Alcuni di loro , ma soprattutto i loro eredi si unirono ai social democratici e socialisti riformisti nella Resistenza antifascista, gli azionisti , che contribuirono alla Costituzione ed alla Repubblica, proponendosi per ruoli ancillari alla DC. La sinistra liberale ed i repubblicani con La Malfa e Spadolini rappresentarono un centro politico finanziario di governo in funzione anti populista di parte della DC. Quel centro ipotizzato nell’articolo si riduce alla corsa di ‘personalità autoreferenziali e telegeniche’ che con il così detto centro liberal-democratico o hanno poco a che fare o non possono essere i rappresentanti di una imprenditoria nazionale non può essere conservatrice perche’ nella globalizzazione non ha nulla a che conservare. Affrontarla come fai in cronaca ha senso, ma dal punto della riflessione politica per una visione riformista quel centro o ha poco da dare se non tatticismi per la sopravvivenza.