
Puntuale come ogni anno arriva la classifica del Sole sul gradimento dei Sindaci. E puntuali come anno arrivano gli equivoci e la sagra delle vanità. Sala è al quattordicesimo posto, con un gradimento del 59% (è al nono se togliamo i parimerito). In aumento di un punto sull’anno precedente.
Questo significa precisamente tre cose: il Salvamilano non l’ha toccato, la qualità della vita in picchiata non lo ha sfiorato e in generale la sua figura è percepita come del tutto estranea alla vita dei Milanesi. Il che è, peraltro, vero: a lui di noi frega nulla come cittadini, a lui è sempre interessata la macchina in sé. E noi come ingranaggi.
Majorino esulta, Fratelli d’Italia contesta il meccanismo del sondaggio. Hanno ragione tutti e tutti mancano il punto: il gradimento personale di Sala non è una risorsa per la sinistra e non è un danno per la destra. E’ solo la prova che i Milanesi la politica non la seguono, perché la schifano. Non pensano possa migliorare la propria vita e non credono sia qualcosa di molto rilevante.
Quindi, la partita del 2027 si giocherà su un unico punto: quale schieramento troverà il candidato migliore? Perché l’elettore a Milano vive in quell’area politica che altrove non esiste: il centro. Quindi è perennemente libero di votare dove gli pare. Purtroppo è drammaticamente semplice la faccenda. Se il centrodestra candiderà l’ennesimo sconosciuto solo perché espressione della società civile, perderà. E’ nella storia, è nei sondaggi ed è nelle carte.
Sala non vince perché è nella società civile, ma solo perché incarna quella spietata efficienza che piace alla gente che piace. E che, poi, è l’unica che vota. O noi mobilitiamo gli astenuti o non ci sarà partita. E l’unico a poterci riuscire, oggi, è Maurizio Lupi. Il resto è velleitarismo, pericoloso per Milano e deleterio per la coalizione. Prima lo accetteremo, insieme al corollario che Milano non è mai fatta dire da Bergamo cosa fare, meglio sarà per tutti.
Naturalmente se arrivassero nomi più carismatici, ben vengano. Ma fino a quel momento la situazione è questa.
Luca Rampazzo

Lascia un commento