La vigilia di Natale sul Foglio, a firma del direttore, è apparso un appello, accorato, al centrodestra dal titolo emblematico: un leader per la destra. In nemmeno una cartella Claudio Cerasa dice cose di un estremo buonsenso che spesso anche noi abbiamo sottolineato dalle colonne di Pensalibero. Le sintetizziamo:
- Renzi la fa da padrone per la ragione molto semplice che la destra ha rinunciato al suo ruolo;
- Se la destra facesse la destra avrebbe a disposizione argomenti molto forti. Due su tutti: la giustizia, con una riforma promessa e mai fatta, e l’economia, con le mancate liberalizzazioni, il fallimento della spending review, un abbattimento delle tasse finanziato in deficit;
- Una destra egemonizzata da Salvini non può essere una destra di governo;
- Per tutte queste ragioni la destra deve cercare un nuovo leader.
Completamente d’accordo. Solo che alla destra, ridotta com’è ridotta, basterà un nuovo leader? Noi crediamo di no. Servirebbe, oltre ad un programma serio e fattibile sulla falsariga di quello accennato da Cerasa, anche una classe dirigente perché con i Gasparri, i Matteoli, le Rossi, le Gelmini, i Brunetta e via dicendo non si va da nessuna parte.
E in periferia è anche peggio. Molti di questi poi non solo non sono minimamente liberali ma non sanno nemmeno dove il liberalismo stia di casa. E pensare che agli esordi Forza Italia annoverava fra le sue fila il fior fiore del pensiero liberale italiano, Pera, De Martino, Colletti, Rebuffa, Melograni, Scognamiglio solo per citarne alcuni. Piano piano sono andati tutti a casa come a casa sono andati qualcosa come 10 milioni di elettori. Diciamo la verità, per chi aveva creduto nella rivoluzione liberale la delusione è stata grande. Berlusconi ha fatto con gli elettori quello che Salvemini diceva del comunismo. Ha svegliato gli animi dormienti e poi li ha rincitrulliti con la ripetizione di slogan a cui non sono mai seguiti i fatti. Oggi tornare indietro è difficile. Addirittura impossibile anche solo con qualcuno di coloro che hanno contribuito o permesso questo scempio. In Italia per la destra, quella che in Europa vince e convince, serve una catarsi ed è bene che si compia fino in fondo.

Ritengo sia vero Giancarlo. Ma chi lo va a dire a Berlusconi che è ancora convinto che alla fine tutti torneranno a Lui. Purtroppo non c’è solo una destra, c’è anche una SINISTRA SENZA LEADER. Quindi gli improvvisatori/trasformisti alla Renzi troveranno sempre più spazio libero per pauperizzare l’Italia in nome delle Riforme, della Stabilità, o del Finto Socialismo ecc.
E noi, imbelli, saremo li ad osservare, unica cosa possibile perché devono essere le giovani generazioni ad assumere coscienza critica e a dare risposte convincenti. L’hanno fatto in Grecia, Spagna ed altre nazioni, per non parlare del “fenomeno” Le Pen in Francia. Con grandi speranze ed altrettante delusioni, ma ci stanno provando.
Da noi invece sempre in aiuto del vincitore perché oltre a tenere famiglia vige la millenaria regola “francia o spagna purche se magna”.
Non ci fossero problemi. Invece ve ne sono a iosa e non è certo l’invasione dei migranti il primo!