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Cercare una logica in Schlein

C’è qualche elemento che colleghi l’attentato intimidatorio contro il giornalista della Rai Sigfrido Ranucci alle politiche restrittive del governo in materia di diritti civili e politici?

Per quanto queste presentino aspetti di effettiva limitazione ai diritti individuali sulle questioni politiche dette etiche; sebbene vi sia tutta una serie di nuove leggi in materia penale che ricordano le gride che, scrive Manzoni, “diluviavano” sotto la dominazione spagnola del Ducato di Milano minacciando pene e castighi severissimi, che non venivano mai applicati a causa dell’inefficienza e della corruzione del sistema giudiziario

di Marco Taradash | 20 Ottobre 2025
Rome, Italy – November 13, 2024 – Elly Schlein , Secretary of Democratic Party

C’è qualche elemento che colleghi l’attentato intimidatorio contro il giornalista della Rai Sigfrido Ranucci alle politiche restrittive del governo in materia di diritti civili e politici?

Per quanto queste presentino aspetti di effettiva limitazione ai diritti individuali sulle questioni politiche dette etiche; sebbene vi sia tutta una serie di nuove leggi in materia penale che ricordano le gride che, scrive Manzoni, “diluviavano” sotto la dominazione spagnola del Ducato di Milano minacciando pene e castighi severissimi, che non venivano mai applicati a causa dell’inefficienza e della corruzione del sistema giudiziario;

benché ci sia stato un tentativo di introdurre in Costituzione un inaudito “premierato” volto a sottrarre il potere del presidente del Consiglio ai limiti imposti dal sistema istituzionale dei pesi e contrappesi e che, fallito quel progetto, si cerchi ora di ottenere un risultato simile con una nuova legge elettorale;

Nonostante tutto ciò, no, non c’è alcun elemento che possa far risalire a una responsabilità per quanto indiretta del governo l’esplosione che ha distrutto l’auto del giornalista davanti al cancello della sua abitazione.

Perché allora la leader del Pd e dell’opposizione ha scelto di fare questa forzatura davanti al congresso dei socialisti europei ad Amsterdam:

“Voglio solidarizzare con Sigfrido Ranucci a cui hanno messo una bomba sotto casa. La democrazia è a rischio e la libertà di stampa è a rischio quando l’estrema destra è al governo”.

Non ha pensato che sarebbe stato meglio indicare come il Pd abbia contrastato la deriva antiliberale del governo in politica interna e con quale programma di governo alternativo stia preparando le prossime elezioni?

Forse, non vedo altra spiegazione razionale, ha pensato che uno slogan ad effetto le avrebbe risparmiato l’obbligo di illustrare davanti a una platea largamente attestata su posizioni atlantiste e anti Putin le scelte di politica internazionale e di difesa europea cui la sinistra italiana riunita nel Campo Largo sì è ormai vincolata. Nella chiave, temo irreversibile, del più ingenuo e/o ipocrita pacifismo, dell’isteria anticolonialista proPal se non incautamente proHamas, della ambiguità di fronte alla minaccia imperialistica della Russia.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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