
Secondo i sondaggi gli elettori italiani pro Putin oscillano tra il 5 e l’11%.
Una minoranza piuttosto esigua, ancorché amplificata dai social (grazie anche a troll e bot) e dagli “opinionisti” invitati tutti i giorni ai talk show (e aiutati dalla sistematica mancanza di reale contraddittorio).
Una porzione che devono dividersi Conte e Vannacci, in primis. A seguire Bonelli, Fratoianni e Salvini.
È evidente che non basta per risultati eclatanti.
Allora Vannacci ci mette la remigrazione. Conte l’assistenzialismo. AVS le pulsioni antioccidentali dei nostalgici del comunismo.
Ma, al netto delle varie cazzate identitarie, tutti lavorano alacremente per la strategia del Cremlino: destabilizzare l’Europa.
Per questo andrebbero isolati.
Al momento il centrodestra tiene duro su Vannacci (e sopporta un Salvini in pieno declino e sostanzialmente innocuo). Ma il centrosinistra sembra sempre lì lì per calare le braghe al pacifintismo filoputinista.
E, forse, le ha già calate.
Stefano Pillitteri

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