“Condivido l’allarme lanciato dalla AIOP per la situazione di sofferenza in cui verte l’ospedalità privata in Toscana e soprattutto a Firenze dove è maggiormente rappresentata.”
Esordisce così la Consigliera Regionale di Forza Italia e Vicepresidente della Commissione Sanità Annamaria Celesti intervenendo al Convegno organizzato dalla sezione toscana dell’Associazione Italia Ospedalità Privata (AIOP).
“È ormai nei fatti la volontà della Regione Toscana a non integrare con pari dignità la sanità pubblica con quella privata nell’ottica di soddisfare i numerosi fabbisogni dei cittadini in termini di assistenza sanitaria necessaria e di qualità.”
“La presenza di una pluralità di soggetti – continua Celesti – avrebbe dovuto essere, così come annunciato e scritto il Piano Sanitario 2005-2007, un valido strumento attraverso il quale realizzare l’incontro tra domanda ed offerta e, in tal modo, incentivare la competitività, la qualificazione degli soggetti, la riduzione dei costi e la rispondenza del servizio alle richieste del cittadino.”
“Ma in Toscana – sottolinea la Vicepresidente azzurra – i produttori privati, nei fatti, rivestono solo e soltanto un ruolo marginale e la pari dignità tra pubblico e privato è ormai una chimera.”
“Questa situazione è andata nel tempo sempre più deteriorandosi con il rischio di gravi ripercussioni anche sul piano occupazionale. Nonostante infatti l’ospedalità privata superi in termini di qualità, come dimostra anche il report presentato dall’AIOP, quella del pubblico e quindi in Toscana si abbia un privato che produce migliori servizi a costi sicuramente inferiori questo non ha impedito alla Regione – prosegue Celesti – di far svolgere un ruolo residuale che copre solo il 2% del servizio sanitario regionale.”
“È giunto il momento della verità. Martini e Rossi – conclude la Consigliera Annamaria Celesti – ammettano apertamente che il modello toscano è solo e soltanto pubblico senza continuare questa lenta e continua penalizzazione nei confronti delle strutture private. E, nello stesso tempo, abbiano anche il coraggio di dire a tutti quei cittadini che attendono giorni e giorni per avere un intervento che per non continuare ad aspettare dovranno, per ricevere cure in tempi accettabili, pagare di tasca propria.”

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