Esistono momenti in cui bisogna essere molto attenti alle parole dei leader politici: a volte queste parole prendono significati che denotano tutto il pensiero del modo con cui si intende usufruire della prassi democratica.
Al recente congresso SDI il compagno Boselli ha formalmente criticato l’inserimento del
dott. D’Ambrosio nella lista dei candidati DS, o Ulivo, o Unione, ritenendo che tale scelta fosse un regalo concesso a Berlusconi, il quale avrebbe potuto ricavarne argomenti di polemica politica.
Ci siamo tutti fermati lì. Anche i Radicali.
La risposta di Fassino, segretario del partito dei DS è stata una conferenza stampa di presentazione del dott. D’Ambrosio, Procuratore della Repubblica in pensione, dove, premettendo che non vedeva nulla di male in quella candidatura, l’ha giustificata spiegando che dopo il 10 aprile si dovrà mettere mano alla riforma della Giustizia e ci sarà quindi bisogno di persone competenti quale è il dott. D’Ambrosio.
Personalmente ritengo che chiunque può candidare chiunque, senza dare giustificazioni, ma nel momento in cui le dà, mi preoccupo di capire perché. Non mi importa neanche che D’Ambrosio sia stato capo e vicecapo di “mani più o meno pulite”, perché svolgeva il suo lavoro di Pubblico Ministero e se i DS dovevano saldare un debito di riconoscenza sono fatti loro e della loro coscienza. Ironicamente: noi probabilmente non avevamo debiti!
Noi socialisti non siamo – almeno spero – DS, e quindi abbiamo un’altra visione della gestione del potere.
Allora, procedendo con ordine ci domandiamo:
a) I DS, in caso di vittoria del Centro sinistra, ritengono di formare un “Governo di tecnici”?
b) essendo il dott. D’Ambrosio un P.M. è possibile considerarlo competente, nello spirito della Costituzione, per mettere mano alla Riforma della Giustizia, in termini di difesa della libertà, senza cadere in tentazioni giustizialiste?
Sul caso a) mi pare che nessuno abbia sollevato alcunché, per cui si può presumere che, essendovi molte gatte da pelare e una situazione internazionale contingente, il mettere tecnici, anziché politici, da parte di un partito, potrebbe essere un “escamotage” per non bruciarsi e quindi giustificarsi in caso di fallimento. Per i DS non è cosa nuova vista la candidatura Prodi.
Sul caso b) la questione è più complessa.
Partiamo da una constatazione: il dott. D’Ambrosio, che assieme al dott. Viola era titolare dell’inchiesta della strage di Piazza Fontana dal 1969, è sempre stato Magistrato “inquirente”, e non “giudicante”, e come io, socialista, avrei costantemente una “cultura socialista” anche se dovessi entrare in qualsiasi altra formazione, egli difficilmente potrà discostarsi dalla sua struttura mentale di “accusatore”, recependo, “della collettività”, solo le cose negative, anche se assunte con il massimo equilibrio.
Mettere mano quindi ad una riforma dei codici (soprattutto quello penale) confidando nei Pubblici Ministeri, mi pare una scelta di tipo molto giustizialista e molto parziale.
Diverso sarebbe stato se egli fosse stato organo “giudicante”: l’organo giudicante, quasi come un normale uomo politico, sente le parti e trae, a norma di legge, delle conclusioni. Quindi ha in mano una “Giustizia completa” fatta di “accusa” e di “difesa” che sono le due facce di una “Giustizia Giusta” che richiede la completa separazione dei ruoli. Non capire questo è non capire prima come si difende la Libertà, che è parola più vasta di Democrazia.
Mi tornano in mente le parole che il Partigiano Comunista Concetto Marchesi, Rettore della mia università, pronunciò dalla “Repubblica dell’Ossola” dopo la Liberazione: “Abbiamo sconfitto i fascisti, ma il fascismo purtroppo lo manterremo dentro di noi ancora per tanti anni”.
Non voglio andare a Calamandrei, né voglio tornare a tutti i Padri della Patria (escluso l’on. Scalfaro) ma credo invece che alle riforme si mette mano affidandosi a “tecnici” quali possono essere scienziati e ricercatori, che, anche se di parte, hanno una cultura da ”libertà di ricerca”, come noi abbiamo lo spirito di “socialista”, come D’Ambrosio e quelli come lui (Di Pietro, anche se di livello molto inferiore, docet) e come Violante, hanno lo spirito da “inquisitori”.
Nulla vieta che lo siano, ma nulla vieta che si debba assolutamente tener buon conto di ciò.
Se il buon giorno si vede dal mattino, e le giustificazioni di Fassino non sono state un “lapsus freudiano” credo che potremmo soffrire tutti tempi brutti.
Entrate pure in qualsiasi formazione politica, compagni dirigenti, ma non dimenticate mai gli insegnamenti dei nostri grandi Padri: per tutti Turati e Pertini, che, prima della gestione del potere, hanno pensato alla gestione della libertà che ha contraddistinto tutti i socialisti dalle altre formazioni politiche e che solo per questo dovrebbe vederci tutti uniti.
Consentitemi quindi questa considerazione: così come “libertà“ è parola più vasta di “democrazia”, “Socialismo” è parola più vasta di “Destra” e “ Sinistra”.
Giampaolo Mercanzin

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