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Cattiva circolazione finanziaria

di Franco Luceri | 20 Dicembre 2015

Riflettete! Gli italiani sono diventati di tre razze: ladri se rubano violando la legge; ladri se rubano ab-usando del potere in palese conflitto di interessi; e ladri per conto terzi, i Robin Hood ultima generazione, che non tolgono ai ricchi per dare ai poveri, ma da subito tolgono allo Stato che i soldi li ha presi istigando al suicidio gli imprenditori. Quindi, più che incriminare gli italiani, dovremmo curare Italia, malata cronica di cattiva circolazione e di  emorragia finanziaria inarrestabile. E il male è così invasivo, che rischia di impestare persino il Vaticano, sempre che non l’abbia già fatto.

Ora, per curare l’epidemia di ladrocinio pubblico e privato, processiamo l’Onorevole Boschi e il Premier Renzi, o vediamo di capire la vera natura del male? Perché curare i malati prima di aver capito la malattia, mi sbaglierò, ma a me sembra demenziale.

Se bastassero i Robin Hood per salvare il mondo, i poveri e i potenti ladri sarebbero già due razze estinte, ma in democrazia si moltiplicano a l’infinito, per “anomala circolazione finanziaria“. Il denaro tolto con abuso di potere a lavoratori e imprese private staziona e si accumula nelle mani degli incapaci e degli stupidi, in attesa che i truffatori li alleggeriscano.

Se fosse vera questa notizia sarebbe allucinante: sembra che anche gli impiegati di banca hanno sottoscritto il bidone delle obbligazioni subordinate. Se persino la professionalità degli addetti è a questo infimo livello, è chiaro che siamo di fronte ad una valanga inarrestabile. Non è certo il “sassolino” Boschi o Renzi che ha inceppato gli ingranaggi della macchina Italia causando l’emorragia finanziaria di quattro banche in default, con la santa benedizione di due qualificatissimi controllori: Banca d’Italia e Consob.

Una circolazione finanziaria giusta e intelligente si ottiene rendendo tutti e ripeto tutti, e ripeto ancora tutti i lavoratori produttivi di salari per sé, profitti per le imprese e tasse per lo Stato. Ma lasciando senza lavoro o senza risorse sufficienti venti milioni di italiani, si costringe la politica a galleggiare nello sfascio incombente rapinando le imprese e i lavoratori per comprarsi con elargizioni fuorilegge il consenso degli arrabbiati.

Ottanta euro qua, novanta là, e cento da un’altra parte. Ma così si crea una circolazione extra corporea della ricchezza. I lavoratori aiutati dallo Stato non hanno più ragione di cercare o accettare lavoro, o rendere adeguatamente se non per un salario astronomico e quindi fallimentare per le imprese.

Così le imprese, pre-rapinate dal fisco, non possono mai ottenere né pagare al giusto salario la prestazione di lavoro produttiva. Senza profitti, licenziano, evadono, corrompono, falliscono o truffano banche che a loro volta truffano risparmiatori e poi falliscono. In America l’elenco delle banche fallite è ricchissimo.

Insomma la ricchezza finisce per circolare artificialmente baipassando il lavoro e l’impresa onesta. Lo Stato rapina i contribuenti che a loro volta si attrezzano per rapinare lo Stato e le Banche: e a quel punto ci vuole un Padreterno e una Madonna per governare un simile papocchio.

Chi oggi vuole processare Boschi o Renzi, di tutto questo non ha capito una mazza. Serve piena occupazione, perché il “sangue” della ricchezza finisca ossigenato e moltiplicato dal lavoro dipendente e autonomo nel polmone di un mercato competitivo, non dell’allegra finanza.

La ricchezza che piove pompata a forza dalle banche per fare profitti e dalla politica per comprare consensi (come il miracolistico reddito di cittadinanza rincorso ossessivamente dai 5 stelle, o gli ottanta euro già elargiti da Renzi) sono ricchezza avvelenata, ad alto contenuto speculativo, tappa con lo sputo le falle del sistema sociale e politico, ma oltre a lasciare i lavoratori cronicamente disoccupati condanna il mercato al default: dal venditore di bruscolini al banchiere.

Pubblicato in : Primo pianoTag: 5 stelle, banche, conflitto di interessi, consenso, democrazia, euro, finanziaria, fisco, italia, lavoro, mercato, mondo, natura, notizia, obbligazioni, renzi, soldi, tasse, valanga

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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