
Il caso Epstein continua a riaffiorare ciclicamente dalle cronache come una ferita mai rimarginata, riportando alla luce nomi, ruoli e responsabilità di un sistema di potere che per anni ha protetto sé stesso. Non si tratta più di singoli episodi, né di deviazioni isolate, ma di un vero e proprio club trasversale composto da uomini ricchi, influenti, rispettabili in pubblico e predatori nel privato. Per troppo tempo il tema è stato affrontato con un linguaggio felpato, quasi notarile, come se l’uso di perifrasi e mezze frasi potesse attenuare la gravità dei fatti. I minorenni venivano citati, sfiorati, evocati con cautela, mentre la realtà parlava di violenze sistematiche ai danni di bambine reclutate attraverso il bisogno, la fame, la disperazione. Vittime senza protezione sacrificate sull’altare del piacere e dell’impunità. Oggi non è più tempo di ipocrisie lessicali. Chiamarli “sporcaccioni” non è un eccesso, ma un atto di onestà. Sono uomini che hanno abusato del loro ruolo, del denaro e delle relazioni per nascondersi, per giocare a nascondino con la giustizia e con ragazzine a cui è stata rubata l’infanzia. E mentre loro si muovevano indisturbati qualcuno voltava lo sguardo dall’altra parte. La domanda è inevitabile e scomoda: com’è possibile che a questi individui siano state affidate le sorti di Paesi, istituzioni, economie? La risposta è forse la più inquietante: perché il potere tende a proteggere sé stesso, anche quando il prezzo da pagare è la dignità umana. Il danno non si ferma alle vittime dirette. Il messaggio che arriva ai giovani è devastante: etica e moralità diventano concetti negoziabili, la rettitudine un optional, mentre il successo sembra garantire immunità. È questa la vera eredità tossica del caso Epstein. Personalmente questo sarà l’ultimo intervento sull’argomento. Non per stanchezza morale, ma perché ogni nuova rivelazione conferma ciò che è già evidente. Un crimine in più non cambia il giudizio. Quanto al destino di questi uomini non posso che augurare loro quello che è stato imposto alle vittime: il peso pieno delle conseguenze. Occhio per occhio, sì. E senza timore di completare il detto: dente per dente.
Angelo Santoro

Un caso come quello Epstein dovrebbe occupare, in società democratiche e civili, le prime pagine dei giornali per mesi e richiederebbe mesi di speciali televisivi.
Cosa avviene, invece?
I giornali ne parlano appena… Eppure dietro ad esso c’è l’orgia del Potere. In Regno della Paura mascherato da “democrazia”.