Care amiche ed amici in questi giorni a Firenze non si parla altro che di moschea. Intervengono i maitre à penser, da Cacciari a Cardini, naturalmente quasi tutti a favore, quando invece gran parte dei cittadini è contraria.
Ma perché tutti parlano di moschee e di confronto, quando in realtà il confronto non lo pratica di fatto mai nessuno? Ho pensato allora di inviare una lettera aperta a La Nazione di Firenze, giornale che ha fin qui pubblicato molte autorevoli opinioni, proponendo all’Imam di Firenze alcuni argomenti di discussione molto concreti e molto attuali, vicini alle tematiche che affrontiamo in questo gruppo. Buona lettura.
Lettera aperta all’Imam di Firenze
Gentile Signor Izzedin Elzir,
devo dirLe, con molta sincerità, che questo estenuante dibattito intorno alla costruzione della moschea a Firenze mi ha profondamente stancata.
Sembra che il solo, principale ed irrisolto problema dei musulmani fiorentini sia l’assenza di una moschea monumentale ove pregare… tutti uomini naturalmente, come sono tutti uomini quelli che ogni giorno arrivano dal mare. Dove sono le mogli? Dove hanno lasciato le sorelle, le madri, le figlie? Se fuggono dal disastro carità vorrebbe che un marito, un padre, un fratello salvasse prima la moglie, i figli, le sorelle, gli anziani… le donne, dove sono costoro?
Se l’Islam impedisce alle donne di pregare con gli uomini, ma le incoraggia invece a pregare a casa, evitando così che la preghiera comune si trasformi in un’occasione di socializzazione, è davvero così necessaria questa moschea? Se essa non è necessaria per le donne allora non dev’essere neppure necessaria per gli uomini. Vogliamo parlarne signor Elzir?
Ecco: credo che il rivendicato diritto a pregare tutti insieme in una moschea, così come il diritto alla libertà di professione religiosa cui Ella si appella, vadano coniugati con la rivendicazione di altri diritti e con l’esercizio di quei doveri che dei diritti sono l’altra faccia speculare.
Fra questi vi sono i diritti delle donne musulmane: dove sono queste donne nascoste? Vogliamo parlarne? Vi sono i diritti della bambine e dei bambini. Vogliamo parlarne?
Anche la religiosità passa attraverso i principi che la Costituzione italiana sancisce, fra i quali la parità fra uomo e donna: pari dignità, pari libertà, pari opportunità. Vogliamo parlarne?
In Italia uomini e donne possono frequentare gli stessi luoghi pubblici, disporre autonomamente della propria persona. Vogliamo parlarne?
La poligamia, per le leggi italiane, è un reato. In Italia una persona, uomo o donna che sia, non può essere poligamo, non perché è cristiano, ma proprio perché è “cittadino”. Che ne pensa signor Elzir? Vogliamo parlarne?
Signor Imam una donna italiana chiede di parlarLe, parlarLe di tutto questo, ma parlarne davvero.
Iniziamo un percorso basato sulla correttezza reciproca, sulla trasparenza, sulla condivisione di diritti e doveri, sul rispetto di genere.
Poi potremo anche iniziare a parlare della moschea.
Erica Franchi
Consigliere Provinciale PdL di Firenze
Fondatrice del gruppo Non voglio scegliere fra il tacco 12 e le pentole

Peccato che Erica Franchi stia con il misogino Sig. Berlusconi.