Caro De Magistris,
ora che la campagna elettorale è finita, ma l’immondizia è sempre allo stesso posto, come promesso ci permettiamo di scriverTi due cose dandoci del “Tu” perché sento che la comunanza politica è veramente profonda:
Primo, che Napoli ha bisogno di un sindaco e di una squadra di governo NORMALE.
Come prima cosa, non è normale che una città, che ha già troppi problemi, abbia un sindaco che è o è stato in un “partito” di carta dove comandano sempre in tre, Tonino, la moglie e la deputata Silvana Mura.
Liberati velocemente di Tonino e del resto e guardiamo avanti perché la politica normale – e Napoli di questo ha bisogno – si fa nei partiti e nelle grandi famiglie politiche o, quanto meno, si gravita nell’ambito di una delle grandi famiglie politiche stesse.
La Tua battaglia, la nostra battaglia, è stata di ribellione, un elemento, un concetto politico, addirittura un valore squisitamente socialista e di sinistra per cui è naturale, permettici, invitarTi ad aderire – nelle forme che potranno essere studiate – alla vasta famiglia del socialismo europeo insieme alle tante persone di Napoli e non solo che Ti hanno sostenuto in questa splendida battaglia politica.
Napoli e gli italiani non hanno bisogno di uomini-mito (… come Vendola quando insegue gli effetti mediatici come fa Berlusconi …), ma di un partito normale, tutto da costruire nel prossimo immediato futuro, fatto di tante donne e tanti uomini che si vogliono impegnare per il bene comune, un partito della vasta famiglia del socialismo europeo che, per essere vincente, deve essere un’alternativa sociale e culturale al berlusconismo, ed essere aperto ai movimenti non ideologizzati e della protesta sociale, aperto alla ribellione che sei riuscito a canalizzare a Napoli.
Per favore, non dirci che tradiresti un mandato più ampio perché è una menata troppo spesso ripetuta da altri durante l’intera seconda repubblichetta, per cui non saresti neppure originale.
La seconda cosa è che a Napoli c’è un ostacolo comportamentale nei suoi abitanti che non si trova in nessuna altra parte del mondo e che è accentuato soprattutto tra i professionisti e sedicenti intellettuali, un’abitudine atavica che si racchiude in una frase: “a Napoli così si fa!”, tradotta in italiano …
Anche gli extracomunitari che vivono a Napoli ripetono la stessa frase!
Figuriamoci, ma di questo ne riparliamo. Per ora guarda la faccia di Flavio Tosi, sindaco di Verona, e tenta di imitarlo almeno in una cosa.
Tu sarai un grande sindaco, un grande politico per Napoli solo se, soprattutto in questo contesto storico, riuscirai a sradicare questa frase.
Gino Di Maro

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