Una volta tanto Matteo Renzi non è stato l’”uomo solo al comando”. Nel senso che in tanti, assieme a lui, avevano già fatto “ saltare la fila” a Carlo Calenda. Un uomo al quale già nel ventre materno sussurravano: “Guarda che sei nipote di… e di…figlio di… e sarai amico di… e prediletto da…”. Già, non tutti sanno di chi e di che cosa stiamo parlando. Carlo Calenda, 42 anni, è il nuovo ministro dello sviluppo economico in sostituzione di Federica Guidi, dopo essere stato “rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea”.Un vero plenipotenziario a Bruxelles. Il primo ad essere diventato ambasciatore senza dover seguire la lunga, e forse per lui noiosa, carriera diplomatica. Ma già nel maggio 2013 gli era riuscita l’impresa di essere nominato viceministro del Governo Letta( poi confermato nel Governo Renzi) nonostante fosse stato bocciato nelle urne. Un doppio salto mortale carpiato del quale non può vantarsi neppure Matteo, se non altro per la sua chiara idiosincrasia verso ogni tipo di elezione nazionale. Ma torniamo al nostro Carlo Calenda, il cui nonno materno era uno dei più grandi registi italiani: Luigi Comencini,l’autore di “Tutti a casa” ma anche di Pane amore e fantasia e del Pinocchio televisivo. Nonna materna la baronessa Giulia Grifeo di Partanna. Nonno paterno chi gli ha dato il nome: Carlo Calenda, ex ambasciatore in Libia e in India, e consigliere diplomatico di Pertini al Quirinale. Veniamo adesso ai genitori: il papà è Fabio Calenda, economista, in passato anche banchiere, e la mamma è la regista Cristina Comencini divenuta, dopo la separazione coniugale, la compagna di Riccardo Tozzi, produttore di Romanzo Criminale e Gomorra. Con questo albero genealogico, da far invidia ai Windsor( nobilissimi ma senza meriti artistici o pratici) è normale che Carlo, a venticinque anni, sia stato nominato a cariche di rilievo, prima nella Ferrari e poi in Fiat e in Confindustria, sempre al seguito di Luca Cordero di Montezemolo. Suoi grandi amici Fabio Corsico, braccio destro di Caltagirone, e Lapo Elkann; ma ho sicuramente scordato qualche altro migliaio di personaggi non meno importanti che gli hanno sempre permesso di saltare qualsiasi piccola coda, di quelle che toccano quotidianamente ai comuni mortali. So già che qualcuno dirà: “La tua è tutta invidia…”. E come negarlo… Mi consolo però con la sicurezza che , citando un altro grande film di suo nonno, nessuno potrà mai definire Carlo Calenda “Incompreso”.
Carlo Calenda, l’uomo che non ha mai fatto una coda….
Un uomo al quale già nel ventre materno sussurravano: “Guarda che sei nipote di… e di…figlio di… e sarai amico di… e prediletto da…”.

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