• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Cara Meloni, non sono proprio dei “fannulloni del week end lungo”…

Di fronte alla grandezza dello sciopero e delle manifestazioni di venerdì la destra italiana ha due tipi di reazioni. La prima prova a bollare chi protesta come “fannulloni violenti” del “week end lungo” o “odiatori”; la seconda ripete che “uno sciopero qui non cambia nulla”. Se questi signori spendono così tante energie per denigrare è perche hanno paura, perché le piazze – piene di giorno e di notte – stanno diventando un fatto politico, non un rumore di fondo.

di Enrico Rossi | 5 Ottobre 2025

Di fronte alla grandezza dello sciopero e delle manifestazioni di venerdì la destra italiana ha due tipi di reazioni.

La prima prova a bollare chi protesta come “fannulloni violenti” del “week end lungo” o “odiatori”; la seconda ripete che “uno sciopero qui non cambia nulla”.

Se questi signori spendono così tante energie per denigrare è perche hanno paura, perché le piazze – piene di giorno e di notte – stanno diventando un fatto politico, non un rumore di fondo.

In realtà le mobilitazioni nate attorno alla Flotilla richiedono decisioni politiche. Sanzioni, stop agli accordi militari e commerciali, assunzione di responsabilità verso il diritto internazionale. Misure che, se prese davvero, si farebbero sentire anche a Tel Aviv. È questo che mette in allarme la destra italiana: la domanda di atti concreti che smentirebbero le sue scelte di politica estera.

Parallelamente l’opposizione ha capito dove stare – dentro quelle piazze – e non a inseguire l’eterno dibattito su sigle e primarie permanenti. Quando rappresentanti parlamentari hanno scelto di esporsi, in mare e in terra, non hanno “guidato” il movimento piuttosto ne hanno riconosciuto la leadership diffusa.

Una leadership che sale dal basso. Non c’è un capo carismatico: c’è una moltitudine, una soggettività collettiva che sancisce la fine della “responsabilità” come accettazione passiva e manutenzione dell’esistente.

Una volta si entrava in politica vedendo le ingiustizie del proprio paese e della propria classe. Oggi, per chi è cresciuto con lingue, immagini e connessioni globali, Gaza non è un altrove: è parte del proprio orizzonte umano. Basta riconoscere la propria somiglianza di esseri umani con i feriti, gli affamati, i bombardati. Da questa evidenza è sgorgata una rivolta morale che ha trasformato il sentimento individuale in una forza collettiva.

Lo sciopero generale organizzato in tempi rapidi e la partecipazione davvero oceanica hanno messo in luce una frattura: una parte ampia del paese non si sente più rappresentata da classi dirigenti che confondono prudenza con inerzia.

Chi ha i capelli bianchi ritrova il filo di lotte antiche; chi ha vent’anni non sente il bisogno di archivi. È la miscela di queste generazioni che ha rimesso in moto lo sciopero come strumento vivo e ha tolto al governo l’aria di chi può sempre dettare legge e decide il da farsi. Non è nostalgia: è l’approdo di mondi diversi attorno a un’urgenza comune.

Ma ora non basta l’indignazione. Servono metodo, obiettivi, continuità: strutture leggere e solide insieme; formazione giuridica e diplomatica; capacità di resistenza; di dialogo con sindacati, nelle scuole, nelle università, e nei territori. Nessuno può pretendere di essere egemone, di mettere il cappello sopra questo movimento.

Ogni volta la realtà smentisce chi teorizza la resa preventiva, si piega al pessimismo e non ha fiducia nell’essere umano.

E oggi accade di nuovo: con piazze che chiedono atti, con una coscienza civile che si allarga e con un movimento che pretende coerenza. Si può ancora fare politica: scegliere, rischiare, cambiare rotta.

In sintesi: quello che vediamo è un’infrastruttura morale e sociale che si sta costruendo e sviluppando.

Se la politica vorrà tornare a essere tale, dovrà passare di qui. Non per mettersi alla testa, ma per mettersi al servizio.

Nella rivolta contro la disumanità mondiale c’è la ripresa di un pensiero critico del capitalismo, il riconoscimento di una situazione di oppressione e la identificazione di sé stessi negli oppressi; ciascuno con un proprio portato di ingiustizia ma dentro una condizione comune, frutto dello stesso sistema.

Scriveva Luigi Pintor nel lontano 1972: “Il popolo palestinese è il simbolo delle classi subalterne contro cui tutte le società capitalistiche accentuano la repressione.”

Questo è, a mio avviso, il senso profondo di ciò che stiamo vivendo.

Enrico Rossi

Pubblicato in : EditorialeTag: fannulloni, violenti

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti