
(fonte sito internet de Il Cremlino e Wikimedia Commons)
La lite scoppiata da tempo tra i due, cioè Shoigu e Prigozhin, già da un quadro più chiaro delle cose avvenute e conferma quello che per anni e per prima, Pensalibero.it ha scritto sull’Oblast del Donbass in Ucraina fino dall’origine di Maidan, sconfessando le fesserie dei vari filo russi alla “ Cuore di panna” Di Battista, o Conte e vari ed eventuali scappati di casa, che dal 24 febbraio del 2022 raccontano falsità.
Putin sembra sia in” vacanza”, lontano da Mosca, nella regione di Valdaj a nord . Medvedev, pare sia anche lui in ferie. Kadirov, pronto a eliminare Prigozhin sta cercando di tagliarli la strada.
Prigozhin ha fatto sapere pubblicamente la sua volontà di regolare certe faccende anticipando le seguenti parole qui riportate:
Le Forze Armate dell’Ucraina hanno colpito solo i soldati e noi abbiamo colpito loro. Non c’è stato nulla di straordinario fino al 24 febbraio. L’Ucraina non ha bombardato Donetsk per 8 anni, ha solo bombardato le posizioni dei russi”.
“L’Ucraina non aveva intenzione di attaccare la Russia insieme alla NATO. Il Ministero della Difesa mente, dicendo che l’Ucraina ha organizzato il genocidio della popolazione filo russa”.
“A cosa è servita la guerra? La guerra era necessaria perché Shoigu ricevesse la ‘stella dell’eroe’. La guerra era necessaria al clan oligarchico che governa la Russia. La guerra era necessaria per installare Medvedchuk come presidente dell’Ucraina”.
“In tutti questi anni, il Donbas è stato saccheggiato, anche dai dipendenti dell’amministrazione presidenziale russa”.
“Zelensky, quando è diventato presidente, era pronto per accordi. Bastava scendere dal Monte Olimpo, andare a negoziare con lui”.
“Nessuno ha distrutto 60 Leopard, questa è una totale assurdità, ora l’esercito russo si sta ritirando nelle direzioni di Zaporizhzhia, Kherson e si lava con il sangue” .
“Shoigu non ne aveva abbastanza. Nei primi giorni di guerra, Shoigu ha ucciso 1.000 soldati russi vicino a Hostomel, ha distrutto la parte più pronta al combattimento dell’esercito russo”.
Ora, si può solo continuare a guardare tentando di capire, non i russi che non hanno e non avevano una mentalità comprensibile per un europeo, i passaggi che avverranno e le inevitabili conseguenze .
Prigozhin è l’uomo della steppa parte dell’esercito moscovita con regole e mentalità completamente differenti da quelle europee. Perché si sia fermato e prima avanzato verso Mosca non è comprensibile. O al momento, fino a che i fatti non saranno più chiari, il che sarà difficile in un mondo cosi bizantino. È sempre stato così tra i barbari della Moskova.
Fin dai tempi dei tempi, quando non avevano una lingua e vivevano al meglio nel profondo medio evo, si sono uccisi tra loro stessi, come è capitato da noi. Ma non con le medesime modalità e contestualità. Il mondo, lì, è rimasto fermo. Nelle steppe, tra le mura dei loro regni, per secoli. Hanno cancellato la Storia, riscritta più volte, assemblando una lingua di più idiomi, fonemi.
Hanno asservito popolazioni in oriente come nel Caucaso. Uomini della steppa, non della civitas. Basti pensare ai tre Holodomor, e ai lager dove sono morti sessanta milioni di sudditi lo scorso secolo e che contribuirono gratis amore dei.. Anzi senza amore dei, alla costruzione di città, industrie, strade ferrate, cave di carbone, ferro, produzione di legname, producendo a costo zero, indiscriminatamente, e inquinando senza porsi problemi.
E non , forse, dopo la distruzione della diga di kakhovka in Ucraina sul Dieper e la minaccia di far esplodere la centrale nucleare della città di Energodar nell’Oblast di Zaporizhzhi, che Prigozhin attaccherà Mosca per tutto questo. Si può solo manifesta la certezza che anche per l’ambiente è la natura non c’è rispetto e nessuna sensibilità.
Sono cose che non possiamo capir, perché i moscoviti è altra roba da noi. Il regolamento di conti è cosa interna tra di loro. Si capiscono tra di loro, ma restano i barbari che sono.
Nulla c’entra quella piccola comunità di uomini di cultura che possono elevare lo spirito. Gogol, racconta le anime morte, cioè il modo di ottenere prestigio con i servi e gli schiavi. Dostoevskij con i fratelli Karamazov, descrive la forza inesorabile dichi schiaccia i miseri. Il “Boris Godunov “ di Mussorgsky rivisitato da altri artisti, descrive la brutalità di quei principi assoluti, tutti tartari fino ai Romanov che erano tedeschi. Mirò, kandisky, Stravinsky, Sakharov, fuggirono. Maria Judina, la grande pianista, Shostakovich, chi contro chi a favore del sistema comunista, non fanno la popolazione, non fanno lo Stato civile.
È la brutale violenza, la forza e il tradimento che ha forgiato gli uomini della steppa. Questa è la mentalità, il punto da cui partire per capire le mosse interne di Putin, Prigozhin, Shoigu e tutti i loro predecessori al potere. Se c’è stato un cambio di rotta avviene per questo, non perché immediatamente l’esercito moscovita abbia rinunciato alla conquista e all’invasione, o abbia preso soldi dal nemico. Loro, non solo i vertici dello Stato, ma la popolazione, non si scuote davanti a più di duecento mila uomini perduti nell’assalto dell’Ucraina in un anno e quattro mesi stuprando, uccidendo civili, distruggendo città. Pensano all’impero anche nella loro vita di miseria nella profondità delle steppe, dei deserti, oltre i lontani Urali.
Enrico Martelloni

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