conflitti distributivi
un termine tecnico che identifica
diversi livelli di conflittualità studiati
da sociologi filosofi e scienziati di varia
identità estrazione e militanza
nasconde una patologia sociale dove
i detentori di capitale le imprese padrone
intaccano minacciano il lavoro agiscono
indisturbati alla distribuzione delle risorse
alla mercificazione e svendita
un conflitto che toglie potere alle fasce deboli
mette in moto meccanismi di guerra
di violenza di prevaricazione di finanza sporca
di razzismo di potere di fame o
la perdita irrimediabile di diritti
con una giustizia cieca seduta
dalla parte sbagliata del tavolo giudiziario
protagonista cavillosa e implacabile
di un affaire sociale di un
conflitto distributivo trasferito nei tribunali
sino all’omicidio economico del lavoratore
quando una sentenza sul tavolo autoptico
svela che non sempre una ragione giuridica
è morta di morte naturale e l’ambiguità
della costruzione giudiziaria oscilla
come pendolo tra la noia e il dolore
tanto il diritto è un senza tetto
e nessuno ne reclamerà il corpo
o chiederà supplementi di indagini peritali
per stabilire se si sia applicato il buon senso
o l’arte della logica narrativa
o si è rimasti semplicemente incagliati
in evocazioni sceniche tra lavoro e capitale.
Carmela Panariello Franchini


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