non volevo partecipare per sconforto
siamo ancora al nulla e il peggio è
forse il massimo cui si possa aspirare
dobbiamo combattere più battaglie
demansionate sottopagate sottovalutate
o disprezzate o emarginate o socialmente logorate
dobbiamo combattere per equivalenze
sociali e di carriera e giustizia sociale
dobbiamo combattere per impedire
che ci mettano catrame sulle ali
senza immagini patinate
obbligatoriamente giovani
avvenenti morbide profumate
scardinando miti e il patriarcato
nemico inesorabile di trappole sociali
senza percezione comune o solidali
trasformate in cattive e competitive
programmate per compiacere uomini
e attaccare le donne oggi prigioniere
con la cella aperta ci vuole libertà
immaginazione creatività coraggio
una volontà sfrenata sugli obbiettivi
accogliendo una visione diversificata
della maternità e paternità dell’amore
e perché no della rabbia
senza desiderare la morte dell’altro
mentre ogni due giorni e mezzo
una donna è uccisa.
“la condotta della donna, per quanto attiene agli atteggiamenti assunti, ben potrebbe derivare da errore di fatto consistente nel ritenere di esercitare legittimamente le proprie pretese.”; commento valutativo (svilente) -di un giudice donna- sui fatti che isola l’esercizio di tutela degli interessi di una donna, parte offesa, in “errore di fatto” degradandolo ad un esercizio di “pretese”.
Carmela Panariello Franchini
www.panariellofranchini.it privato@panariellofranchini.it
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